Architettura passata e futura, dibattito alla Palazzina Reale: “Oggi progetti di qualità ma resta il problema della burocrazia”
Data
30/04/2026
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Il confronto sull’architettura italiana contemporanea: qualità dei progetti e mancanza di sperimentazione.
“Credo che in questo momento l'architettura italiana stia vivendo un periodo molto felice. Ci sono molti progetti, di ottima qualità. Manca però la sperimentazione: si ha paura di sbagliare, si cercano soluzioni che abbiano l'approvazione di tutti. Ma al convegno ho visto tante persone a discutere di questi temi, segno che l'architettura italiana si sta muovendo per trovare nuovi orizzonti”. È il bilancio fatto da Luigi Prestinenza Puglisi che ha presentato oggi alla Palazzina Reale il libro “Storia dell'architettura italiana dal 2000 a oggi”, nel corso dell'evento “Punti di vista - Sguardi e prospettive sull'architettura degli ultimi 25 anni”, a cura della Commissione 'Architettura contemporanea' dell'Ordine degli Architetti di Firenze (Oaf). A moderare il dibattito con Puglisi erano presenti Fabio Forconi, consigliere Oaf, e David Benedetti, coordinatore della commissione 'Architettura contemporanea'.
Il nodo della burocrazia nell’architettura
“Il giudizio che possiamo dare dell'architettura italiana di oggi è da un lato positivo, dall'altro problematico ma c'è appunto interesse a parlare di questi temi”, ha aggiunto Puglisi che ha spiegato come uno dei problemi maggiori sia “la burocrazia. Ci sono troppe norme, molte sono incomprensibili e vanno a discapito della qualità. Bisognerebbe avere più fiducia nelle persone che scelgono i progetti e meno meccanismi tali che finiscono per produrre cose ingessate e procedure che non vanno avanti”.
Conservazione, città e rischio di provincialismo
Fabio Forconi ha spiegato che la costituzione della nuova commissione 'Architettura contemporanea' nasce “da esigenze che sono venute fuori negli ultimi mesi, in particolare andar a vedere ciò che non funziona. A livello ordinistico siamo probabilmente tra i migliori al mondo per tutto ciò che attiene alla conservazione e al restauro. Però la città evolve, evolve la vita, il modo di vivere e quello che notiamo nel libro di Puglisi che è molto importante è come lui analizza il tema della mediazione”. Il modello dunque che non funziona è “quello della città costruita per il turista. Ricostruiamo delle cose che neanche forse c'erano, costruiamo un ricordo di qualcosa che però non è la vera città”. Secondo Forconi “dobbiamo conservare ma non possiamo congelare la città. La nostra opinione pubblica va in giro, prende gli aerei, vede il mondo. Bisogna essere al passo”. Sul tema Forconi ha spiegato che “rischiamo di produrre opere che non hanno il coraggio di confrontarsi con quelle che possiamo trovare a Londra o in Olanda. Rischiamo il provincialismo quando invece la nostra Firenze è sempre stata un esempio per il mondo intero”. “La troppa 'sartorialità' e la troppa mediazione – ha concluso Forconi – diventa la paura di affermare qualcosa con autorevolezza e rischia di produrre opere mediocri".
Dibattito tra studi e nuove prospettive
Dopo la presentazione del libro di Puglisi c'è stato anche un ampio dibattito sul rapporto tra ambiente e paesaggio, tra conservazione e innovazione nell'architettura contemporanea. Sette studi di progettazione – ovvero Studio Ponsi, Arx, Politecnica, Ipostudio, LDA.iMdA, Pcp studio e Q-bic - hanno portato i propri punti di vista, moderati da Mariella Zoppi e Antonio Morlacchi.
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