Rassegna stampa 18 - 24 maggio 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

Data

25/05/2026

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Le Mulina

Su Repubblica del 19 maggio si legge: “Sulla decadenza della concessione dell'ex ippodromo Le Mulina ora la Pegaso Srl fa ricorso al Consiglio di Stato, prolungando una disputa infinita. A marzo il Tar aveva dato ragione al Comune di Firenze dopo mesi di stand by in attesa del pronunciamento, quel che assicurano da Palazzo Vecchio è che poiché la sentenza del tribunale regionale è esecutiva 'non si fermerà niente' del percorso di riqualificazione. Nessuna pausa, dunque, e viene fatto notare che in seguito all'ultima variazione di bilancio sono stati assegnati 250mila euro alla prosecuzione della messa in sicurezza dell'area, che versa in condizioni disastrate. E resta in piedi l'idea di confezionare per l'ex ippodromo un "uso temporaneo" così da proporre eventi estivi - non questa, bensì la prossima estate – in attesa di dargli un fuutro. Ovvero della variante urbanistica necessaria per il bando di gara che dovrà assegnare le nuove funzioni e rivitalizzare l'ex ippodromo”. 

Palazzo Sassetti

Sul Corriere Fiorentino del 19 maggio si legge: “Palazzo Sassetti diventerà un immobile per la residenza di lusso e spazi commerciali, ma la convenzione per il cambio di destinazione d'uso dello storico edificio (approvata dal Consiglio comunale ieri), che fino a poco tempo fa ospitava uffici, consentirà al Comune di destinare i proventi ricavati dalla trasformazione della struttura per 'importanti compensazioni urbanistiche a favore della città', ha detto l'assessora all'Urbanistica Caterina Biti: 'П corrispettivo per housing sociale sarà interamente destinato ad interventi per alloggi Erp ed Ers nei quartieri'. I 460 mila euro che il Comune riceverà dalla proprietà dell'immobile saranno infatti destinati alle politiche abitative e 308 mila per la riqualificazione del verde delle piazze Davanzati e Repubblica”. 

Affitti brevi

Sul Corriere Fiorentino del 20 maggio si legge: “Il vicepremier Matteo Salvini annuncia che la maggioranza «sta ragionando» di cancellare le limitazioni agli affitti brevi introdotte da alcuni Comuni. La sindaca di Firenze Sara Funaro lo invita a leggere le sentenze dei Tar che hanno affermato la legittimità di tali limitazioni, senza avere uno «sguardo strabico» sul tema della casa e della residenza accessibile.  Si accende così l’ennesimo scontro tra Palazzo Vecchio e il governo Meloni, innescato dal ministro alla Infrastrutture che si occupa anche del Piano Casa. «Stiamo ragionando anche all’interno della maggioranza su una limitazione, secondo me in questo momento penalizzante ed eccessiva, sull’utilizzo e la messa a reddito della proprietà privata: limitare il cosiddetto mercato degli affitti brevi è assolutamente fuori luogo — ha detto ieri Salvini, in un videomessaggio all’assemblea di Confedilizia — Se la proprietà privata è sacra, ognuno del suo appartamento fa quello che vuole. Semmai si può regolamentare all’interno del condominio, però bloccare o censurare no. Io penso che sia una battaglia ideologica di alcuni sindaci, penso a Firenze o a Milano, e che a furia di vincolare, limitare e penalizzare si svuotino i centri storici».  E ha aggiunto: «Nuove ipotesi di tasse sulla casa sono assolutamente impensabili», sottolineando poi che con il nuovo disegno di legge l’occupazione abusiva di un immobile sarà sgomberata «entro le prime ore».
Pronta la replica di Funaro. «Il ministro Salvini dovrebbe leggere con più attenzione le motivazioni delle sentenze con cui il Tar ha dato ragione al Comune di Firenze, che vanno esattamente nel senso opposto delle sue parole. Le sentenze sullo stop alle keybox, sul blocco nel Piano operativo e sul regolamento degli affitti brevi, dicono chiaramente che tali misure non violano il principio costituzionale della proprietà privata, ma sottolineano la legittimità del Comune a regolamentare mettendo al centro i diritti costituzionali all’abitare e alla tutela della residenzialità. Sono una nostra vittoria politica»”. 

Tramvia Firenze

Su Repubblica del 21 maggio si legge: “Tramvia, corsa a rotta di collo per aprire il nuovo ponte per le auto intitolate a Nadia e Caterina Nencioni entro il 3 giugno. Con il 'thriller' del malandato ponte a Verrazzano, che necessita un serio consolidamento visto che ci dovrà passare la nuova linea per Bagno a Ripoli: 150 giorni di lavori a partire da giugno nell'ipotesi più soft, mentre quella più hard, la demolizione completa dell'impalacato, richiederebbe un anno. Nulla di ufficialmente deciso per ora, non prima della relazione-consulenza affidata a Palazzo Vecchio all'ingegnere Salvatore Morano, che arriverà entro un mese. Ma sia le ditte che il Comune sono pronti a tutti gli scenari di cantierizzazione. Anche a cominciare prove con i nuovi Sirio sul resto della linea, tra Libertà e Gavinana e da Gavinana a Bagno a Ripoli, lasciandosi il Verrazzano per ultimo”. 

Stadio Franchi

Su La Nazione del 22 maggio si legge: “Nuova variante, nuova scoperta. In origine doveva nascere un mega parco urbano, un gioiello verde disegnato dall'archistar Mario Cucinella. Ma il masterplan è rimasto solo su carta, causa mancanza di fondi. I lavori per il restyling dello stadio Franchi non possono prescindere però dalle aree esterne. Che vanno ripensate. E sistemate. Questione di armonia con il quartiere Campo di Marte ma anche di sicurezza e ordine pubblico. Il problema è che i costi rischiano di lievitare. Ancora. Stavolta la stima preliminare è di almeno 19 milioni di euro. È ciò che emerge dal provvedimento dirigenziale che approva la terza variante al progetto, dove si specifica che 'nel corso dei lavori, l'impresa appaltatrice ha formulato reiterate richieste di ampliamento e diversa organizzazione delle aree di cantiere determinate da esigenze operative connesse all'avanzamento dei lavori, alla movimentazione dei materiali e alla necessità di garantire la continuità del cantiere'”. 

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