Rassegna stampa 20 - 26 luglio 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
27/07/2026
Categorie
Rassegna stampa
Montedomini parte 1
Sul Corriere Fiorentino del 21 luglio si legge: '«Su Montedomini sicuramente dobbiamo approfondire bene e correggere quello che è accaduto. Perché non ricapiti». Il governatore Eugenio Giani si pronuncia così sul caso dell’azienda pubblica del Comune di Firenze che, pur avendo come missione quella di aiutare chi ha disagio abitativo, affitta i propri immobili a privati e agenzie che fanno affitti turistici. E aggiunge: «Noi abbiamo supportato molto l’opera che con grande impegno portano avanti Sara Funaro e l’amministrazione di Firenze rispetto alle problematiche degli airbnb, la capacità di metterli sotto controllo, di evitare che i centri storici delle città espellano la residenza per finalizzare tutto da un punto di vista turistico: è un obiettivo comune. Una logica dalla quale un’istituzione pubblica come Montedomini è uscita». E se da Montedomini e Palazzo Vecchio sembra farsi sempre più probabile la volontà di scaricare la responsabilità degli affitti imbarazzanti sui funzionari e i tecnici che si sono occupati dei contratti, i vertici dell’Asp e del Comune sembrano invece coinvolti molto da vicino in questa vicenda: da un lato perché le commissioni che valutano ogni singolo affitto sono composte dal presidente e dal direttore di Montedomini e da un «designato» dell’assessorato al Welfare, dall’altro perché nello stesso Cda emergono figure molto legate al mercato della rendita turistica. A novembre 2024 è l’arcivescovo Gherardo Gambelli a designare il proprio rappresentante nel consiglio, l’architetto Andrea Di Biasio, che oltre ad essere amministratore di condominio, è anche Ad della società che gestisce due residenze d’epoca di via Tornabuoni «Antica Torre» e «Palazzo Gianfigliazzi». Il suo curriculum non lascia spazio a dubbi, spiegando che si occupa di «residenze d’epoca ad uso turistico». E se Di Biasio, all’atto di insediamento, ha firmato un documento in cui dichiarava l’assenza di conflitti d’interesse, resta aperto un tema di opportunità visto il suo campo professionale privato va nella direzione opposta a quella che l’Asp si pone come obiettivi nel suo statuto: aiutare i poveri, i disabili, gli anziani e chi ha difficoltà a pagare un affitto. In Consiglio comunale Luca Santarelli (Noi Moderati) ha chiesto alla giunta di chiarire quali siano gli immobili di Montedomini utilizzati a fini turistici. L’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini, nel ricordare che «la sindaca ha dato un indirizzo chiaro all’Asp, ha detto che non può più fare affitti brevi», ha aggiunto che prima del Cda di Montedomini del 29 luglio prossimo il censimento degli immobili non sarà pronto. «È incredibile», ha risposto Santarelli. «Le parole di Bettarini sono chiare, evitiamo strumentalizzazioni — è il commento del capogruppo Pd, Luca Milani — Sulla regolamentazione del fenomeno degli affitti brevi siamo in prima linea, Firenze è stata apripista e continuerà a portare avanti questa battaglia». Matteo Chelli e Angela Sirello (Fdi) invece attaccano: «La giunta ammette, di fatto, l’assoluta mancanza di controllo e programmazione». Stesso concetto per Dmitrij Palagi (Spc): «Significa ammettere di aver amministrato per anni senza controllare il proprio patrimonio»”.
Montedomini parte 2
Sul Corriere Fiorentino del 23 luglio si legge: “La scintilla viene innescata dalla Lega che, sul caso degli affitti turistici nelle proprietà di Montedomini, chiede le dimissioni della sindaca Sara Funaro. E annuncia una mozione di sfiducia. Così, tutto il centrodestra raccoglie il testimone e, pur nella convinzione che i numeri non consentiranno di presentare la mozione (servono almeno 15 firme, ovvero di tutti gli esponenti delle opposizioni, nessuno escluso), punta l’indice su tutti i «fallimenti» di Funaro e spiega che sarà comunque fatto un tentativo per convincere le altre liste all’opposizione a firmare la mozione. E la rivolta non si ferma qui: le opposizioni pensano a una commissione d’indagine. «Il caso Montedomini non è più un incidente isolato, ma un fatto politico gravissimo che investe direttamente la credibilità dell’amministrazione comunale di Firenze — dice la Lega — Chiediamo le dimissioni di Funaro e ci appelliamo alla minoranza per sottoscrivere una mozione di sfiducia». «La richiesta ci pare lunare — è la risposta che arriva dal Pd — Un tentativo evidente e maldestro di strumentalizzare la vicenda. L’indirizzo dell’amministrazione sugli affitti brevi è chiaro e non lascia spazio ad alcuna ambiguità. E sul regolamentare gli affitti brevi non ci saranno passi indietro». FdI, Forza Italia, lista Schmidt e Noi Moderati raccolgono la palla della Lega: «La richiesta di sfiducia conferma il giudizio profondamente negativo del centrodestra sull’operato dell’amministrazione. Purtroppo il solo centrodestra non può raggiungere questo obiettivo. Ma la sfiducia verso la giunta Funaro nasce dai fatti», che saranno elencati nella conferenza stampa di martedì. Italia viva, le cui firme sarebbero necessarie, con Francesco Grazzini spiega che «prima di ogni altro passo sul caso Montedomini vanno approfondite le responsabilità politiche». Così anche gli altri stanno a guardare: dal M5S, che non si esprime, a Firenze democratica, per cui senza Iv non ha neppure senso discuterne, fino a Spc che con Dmitrij Palagi spiega che «dipende da come la mozione viene formulata», ma «se non c’è assunzione di responsabilità politica è giusto sfiduciare». Partita finita prima di cominciare? No, perché Lorenzo Masi (M5S) ha ottenuto per giovedì 30, il giorno dopo il cda di Montedomini, di affrontare la questione in commissione Controllo. E tutte le opposizioni, compresa stavolta anche Iv, aprono a una forma di approfondimento della vicenda: sarà chiesto di aprire un’attività di indagine all’interno della commissione Controllo (per formalizzare la domanda bastano 5 firme e le opposizioni le hanno) o, se sarà detto di no, una vera commissione d’indagine ex novo (servono 10 firme).
Cubo Nero
Su Repubblica del 22 luglio si legge: “Un fascicolo sulla ristrutturazione dell’ex Teatro Comunale di Firenze anche sul tavolo dell’Unesco. Mentre la Procura fiorentina conduce un’inchiesta ipotizzando reati di falso, abuso edilizio e violazione del testo unico sul paesaggio, anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite sta portando avanti accertamenti sul palazzo. La riqualificazione dell’immobile, ribattezzato da alcuni come Cubo Nero e capace di sollevare un polverone gigante di polemiche e proteste, non è sfuggito neppure agli uffici di Parigi che hanno il compito di assicurarsi che i patrimoni soggetti a tutela non vengano alterati. Contattato da Repubblica, un portavoce dell’Unesco spiega le verifiche in atto: «Siamo a conoscenza del progetto di riqualificazione riguardante l’ex Teatro Comunale di Firenze. Le informazioni relative al progetto sono attualmente in corso di valutazione da parte del Centro del Patrimonio Mondiale». L’esame del progetto, da un punto di vista architettonico, artistico e soprattutto dell’impatto con il paesaggio, è stato affidato a un «organo consultivo», spiegano, una commissione tecnica specializzata che si dovrà fornire un parere. I tempi potrebbero essere ancora lunghi. Non si tratta di una situazione oggettiva che permette un verdetto immediato. Tanto che ad oggi «l’Organizzazione non è in grado di fornire delle tempistiche per il completamento di tale valutazione». Occorrerà attendere. L’obbiettivo però è chiaro: si deve capire se la riqualificazione abbia comportato un’alterazione dello skyline e dei connotati tipici del centro storico fiorentino, interamente tutelato dall’Unesco dal 1982. «Qualsiasi progetto previsto all’interno di un sito che è Patrimonio Mondiale — prosegue il portavoce — deve garantire di non avere un impatto irreversibile sugli attributi che ne hanno giustificato l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale». Irreversibile: su questo punto andrà a fondo l’analisi. Da capire quanto impatta — e nel caso se lo fa in modo negativo — il nuovo palazzo. E soprattutto, questo intervento, può essere modificato?
Per l’Organizzazione non è esclusa la possibilità di dover ricorrere a nuovi interventi all’ex teatro Comunale: «L’Unesco continuerà a lavorare in stretta cooperazione con le autorità italiane per sostenere gli sforzi di conservazione e per individuare, laddove necessario — sottolineano — adeguate misure preventive e correttive»”.
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