Rassegna stampa 27 luglio - 2 agosto 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
03/08/2026
Categorie
Rassegna stampa
Montedomini parte 1
Sul Corriere Fiorentino del 28 luglio si legge: “Ora anche il Pd ammette che a Montedomini qualcosa non ha funzionato. E, mentre il segretario regionale dei dem Emiliano Fossi ne fa una questione di «credibilità» e intima «mai più», il segretario cittadino Federico Gianassi, anche per evitare un problema politico nella maggioranza di Palazzo Vecchio, dopo un confronto con la sindaca Sara Funaro fa da mediatore per mettere una toppa sullo strappo e per placare i malumori di Avs-Ecolò e di parte dello stesso Pd: il vertice tra le tre liste di maggioranza in Consiglio comunale ha deciso che sarà cambiato il regolamento dell’Asp per cancellare la possibilità di fare affitti turistici. Al contrario, non sarà messo in discussione, come invece più d’uno avrebbe voluto, il Cda presieduto da Maurizio Frittelli. Ma il «non ci sono stati errori» pronunciato da Frittelli giovedì scorso sembra un concetto nel quale neppure chi gli dà sostegno si riconosce più. Ieri mattina Emiliano Fossi a Controradio parla di «una vicenda che ha sorpreso tutti, che deve essere approfondita in maniera chiara e netta». E ancora: «Le regole devono essere definite in maniera precisa perché non succedano vicende di questo genere né ora né mai più». Confermando «assoluta, completa e totale fiducia» a Funaro, Fossi ricorda che in ballo «c’è un elemento importante, quello della credibilità delle politiche del Comune di Firenze». Mentre sui vertici di Montedomini, si limita a suggerire una «riflessione eventuale»”.
Montedomini parte 2
Su Repubblica del 29 luglio si legge: “Perché l’immobile di via Guelfa 77, di proprietà dell’Asp Montedomini, finì in mano ad una società che fa business turistico con un’offerta di appena 10 euro superiore alla base d’asta, 1.410 euro di canone al mese a fronte di 1.400 richiesti, e come mai peraltro quella della srl aretina Simon’s Art fu sostanzialmente l’unica offerta pervenuta ad un bando apparentemente molto ghiotto? E come mai l’altrettanto remunerativa palazzina di via Guelfa 83 ha avuto di fatto identica sorte con l’aggravante che non fu mai convocata una seduta pubblica per l’apertura delle buste delle offerte. E non è strano che la società aggiudicataria, la Siamo srl, fosse formalmente nata solo 6 giorni prima della chiusura del bando e che poi il contratto d’affitto che includeva la possibilità di fare affitti brevi fu registrato solo a dicembre 2024, quando il divieto di nuovi Airbnb nel centro storico per i comuni mortali era pienamente scattato? Sono solo una parte della marea di domande che confluiranno nell’esposto che il comitato Salviamo Firenze di Massimo Torelli, il grande castigatore dell’affare Montedomini, ha dato mandato al legale Urbano Rosa di depositare in Procura. Il caso degli 11 immobili — 23 appartamenti — dell’ente per l’assistenza di via dei Malcontenti finiti sul mercato delle locazioni brevi tramite strane assegnazioni e subaffitti dal 2021 in poi — società capitali sociali irrisori, nate a ridosso dei bandi, o colossi come Limehome — dopo il terremoto politico finisce ora sotto le lenti della magistratura.
Torelli parla di bandi poco o nulla pubblicizzati, rilanci di pochi euro alle aste, contratti d’affitto registrati quando ormai lo stop agli Airbnb era legge: «Lo scenario potrebbe far pensare al fatto che solo pochi sapessero di quei bandi, altrimenti ci sarebbe stato l’assalto in questa città» dice. Ma spiega pure che quello degli affitti brevi è solo la punta dell’iceberg: «Dal 2021 ad oggi, a cavallo tra le gestioni di Paccosi e Frittelli, l’ente ha fatto 17 assegnazioni alterate di immobili residenziali su 19. Sette per turistico ricettivo, 12 affitti 4+4 a privati, di cui alcuni risultano essere pieni case. Nessun affitto per i bisognosi o la fascia grigia. In molte assegnazioni è stato usato il solo criterio della cifra più alta. E la postilla che permetteva di fare gli affitti brevi era seminascosta. I canoni chiesti alle società sono irrisori. La non apertura pubblica delle buste poi è roba che ci rimanda agli anni ‘90, ai tempi di Mani Pulite» attacca Torelli. In effetti all’apertura delle offerte per via Guelfa 81 non c’era nemmeno Nahli Miloud, il cotitolare di N&T Guesthouse che il bando lo vinse: «Se c’erano altre offerte? Non lo so perché noi non eravamo presenti quando sono state aperte le domande. Ci hanno chiamato per dire che lo avevamo preso noi»”.
Carcere
Sul Corriere Fiorentino del 31 luglio si legge: “Una boccata d'ossigeno per le carceri sovraffollate, ma un destino molto incerto per i detenuti che ne uscirebbero. Con il decreto Nordio, approvato in via definitiva alla Camera, dalle carcerci toscane potrebbero uscire secondo le stime circa 1.200 detenuti tossicodipendenti per scontare il resto della loro pena in comunità terapeutiche oppure ai domiciliari seguendo una terapia. 'Malati da curare piuttosto che criminali da punire', ha detto il ministro. Il punto è proprio questo: quanti di questi detenuti potrebbero poi effettivamente essere curati? 'Lo stanziamento previsto dal governo Meloni per questo provvedimento è pari a 20 milioni di euro, una cifra importante ma irrisoria se paragonata alla quantità di detenuti con problematiche relative alla tossicodipendenza', lancia l'allarme Alessio Scandurra dell'associazione Antigone”.
Condividi su
Pagine correlate
Qui puoi trovare gli ultimi articoli correlati alla news che stai leggendo.