Rassegna stampa 9 - 15 febbraio 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
16/02/2026
Categorie
Rassegna stampa
Convegno dell'Ordine La città pubblica 11 febbraio
Su agenzie del 9 febbraio (Ansa, Adn) e quotidiani del 10 febbraio (Nazione, Tirreno) si legge: “La necessità di una visione di Firenze come 'città pubblica', sempre più identitaria e condivisa, sarà al centro del convegno organizzato da Ordine degli architetti di Firenze in collaborazione con Fondazione architetti Firenze, alla Palazzina Reale l'11 febbraio. Tra i temi al centro dell'incontro i processi di trasformazione in corso a Firenze. 'Al di là delle polemiche e delle scelte urbanistiche che hanno prodotto un confronto sempre più serrato tra amministrazione e vari comitati, come Ordine degli architetti abbiamo deciso di fare un punto sugli indirizzi urbanistici e sulle prospettive a difesa della città pubblica - afferma Silvia Ricceri, presidente dell'Ordine -. Il convegno dell'11 febbraio è un primo punto di riflessione e di rilancio di temi da affrontare. Senza pregiudizi, ma con nuove visioni ed esperienze positive maturate'. 'Il dibattito cittadino in corso in questi mesi a Firenze sui temi urbanistici, e sull'idea di quale città vogliamo per il futuro di tutti noi, sta dando vita ad un dibattito stimolante e al di là delle apparenze costruttivo - spiega l'assessora all'urbanistica Caterina Biti -. In questo contesto il tema della città pubblica è quanto mai puntuale, dal momento che lo stesso concetto di città, almeno per la nostra cultura, ha in sé l'idea del luogo dell'incontro che annulla le distanze e in cui le persone si eguagliano'. Per Biti 'sta al Comune di Firenze trovare la sintesi migliore per politiche che tengano assieme le esigenze di chi in città ci vive, ci lavora, la visita'.
Tutti i quotidiani (Repubblica, Corriere Fiorentino, Nazione e Tirreno) e agenzie (Ansa) hanno dato conto del convegno. Leggiamo ad esempio da Ansa: “Biti a convegno architetti, da Lupi Toscana nuovo modo di operare in città”.
Confronto sull'urbanistica a Firenze organizzato da Ordine degli architetti di Firenze in collaborazione con la Fondazione, sulla visione di Firenze come 'città pubblica'. L'assessora all'urbanistica di Palazzo Vecchio Caterina Biti, intervenendo sull'ex caserma Lupi di Toscana, ha affermato che proprio "da lì inizia un nuovo modo di operare in città. Abbiamo costruito un percorso di partecipazione che si chiama 'Non case, ma città', riferendosi a quel che disse La Pira quando venne fatto l'Isolotto. Propongo all'Ordine degli architetti e alla Fondazione architetti di andare a vedere i Lupi di Toscana". Biti ha affermato che in quell'area "abbiamo una superficie totale di housing sociale di 36.500 mq su un totale di 53.000 mq. L'ex Lupi di Toscana è un esempio ottimo di quello che il Comune vuole e ha deciso di fare. Le trasformazioni di questa città, anche quelle precedenti, possono essere discusse e io sto alla discussione senza timore, ma bisogna guardare avanti". "Negli ultimi anni - ha aggiunto - ci siamo concentrati per un'altra grande trasformazione urbanistica, che sono le linee tramviarie, che trasformeranno la città. Siamo riusciti a trovare 700 milioni di euro a linea per la tramvia, adesso la priorità è cercare risorse per la casa". La presidente dell'Ordine degli architetti di Firenze Silvia Ricceri ha sottolineato che "negli ultimi anni il tema delle trasformazioni urbane ha suscitato un confronto sempre più serrato tra amministrazione, comunità professionale, associazioni e comitati cittadini. Un confronto acceso, talvolta segnato da polemiche e posizioni divergenti, che testimonia però quanto sia forte e condiviso l'interesse per il futuro della nostra città. Proprio per questo sentiamo oggi di fare il punto e riflettere insieme sugli indirizzi e sulle prospettive dell'urbanistica, con uno sguardo rivolto alla difesa e al rafforzamento della città pubblica". Per Ricceri "la città pubblica non è solo uno spazio fisico: è un'idea di comunità, di accessibilità, di equilibrio tra tutela e trasformazione, tra memoria e innovazione, tra qualità urbana e giustizia sociale. Difenderla significa interrogarsi sul modo in cui progettiamo, governiamo e viviamo i nostri territori". Tra gli organizzatori Scilla Cuccaro, coordinatrice della commissione osservatorio urbanistica di Oaf, e l'architetto Cinzia Gandolfi hanno osservato che da questo convegno si cerca di "rilanciare un dibattito sulla città. Nel termine più generale e ampio possibile".
Cubo nero
Su La Nazione del 10 febbraio si legge: “Cubo nero, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i membri della commissione paesaggistica, difesi dall'avvocato Neri Pinucci, che hanno ricevuto nei giorni scorsi l'avviso a comparire dalla procura. La prossima a venire convocata dai magistrati titolari dell'indagine sarà una funzionaria, destinataria anch'ella dell'atto della magistratura fiorentina. L'assiste l'avvocato Gaetano Viciconte. È una fase strategica dell'inchiesta, e al tempo stesso anche effervescente e non avara di sorprese: i destinatari delle notifiche per gli interrogatori sono infatti tre, ma dall'atto che è stato recapitato si capisce che le indagini stanno coinvolgendo gli uffici di Palazzo Vecchio, la Soprintendenza, la proprietà dell'immobile. Falso ideologico, violazione delle norme paesaggistiche, abuso edilizio i reati ipotizzati. Possibile che nei prossimi giorni dunque la procura faccia altre mosse”. Su Repubblica del 13 febbraio si legge: “Tre inviti a comparire, e un totale di 12 persone finite al momento sotto inchiesta. Continuano sotto traccia le indagini della procura sull'iter amministrativo che ha prodotto il cosiddetto cubo nero, il complesso turistico immobilaire di lusso sorto dalle ceneri dell'ex teatro comunale di Corso Italia. Tre le persone convocate in procura per l'interrogaorio, due architetti della commissione paesaggio del Comune e una funzionaria dell'urbanistica: uno dei due commissari si è avvalso della facoltà di non rispondere, l'altro, secondo quanto emerso, ha invece dato la sua versione sul complesso procedimento che ha fatto da prologo alla costruzione della struttura”.
Urbanistica Firenze
Sul Corriere Fiorentino dell'11 febbraio si legge: “Alcune delle più antiche famiglie fiorentine si uniscono in un appello per chiedere una svolta nella pianificazione urbanistica della città. E, puntando l’indice contro il Cubo Nero di corso Italia, auspicano che possa esserci ascolto «per salvare almeno quello che non è ancora del tutto perduto»: il riferimento è alle ex Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato, l’area di otto ettari tra la stazione Leopolda e le Cascine, tre anni fa venduta a un fondo lussemburghese che intende farvi una trasformazione residenziale e ricettiva. E se il Cubo Nero è «l’improvvida sopraelevazione dei tristi edifici sorti sull’area dell’ex Teatro Comunale, di cui si è cancellata ogni traccia», l’indice viene puntato sul «numero di interventi di portata alterante che la città sta subendo e dovrà ancora subire fino alla sua mutazione, e sulla perdita dei tratti di stratificato documentato di civiltà e di bellezza». A firmare l’appello rivolto alla sindaca Sara Funaro e all’assessora comunale all’Urbanistica Caterina Biti, per chiedere che al posto delle ex Ogr venga fatto un parco sul modello del Kulturforum di Berlino, sono Rezia Corsini Miari Fulcis, Filippo Corsini, Elena Sabina Corsini, Francesca Carrara Screti, Claude d’Orléans, Stefano Dalgas, Giorgio della Seta, Marco Geddes da Filicaja, Ginevra Marchi, Elisabetta Pandolfini, Idanna Pucci, Corso Rucellai, Fabio Sanminiatelli, Ginevra Sanminiatelli, Giorgio Galletti e Roberto Budini Gattai”. Sui quotidiani del 12 febbraio l'assessora all'urbanistica Caterina Biti, al convegno degli architetti, ha definito “particolari” le posizioni del “comitato dei nobili”. Su Repubblica del 13 febbraio si legge:
“Dopo la bocciatura del nuovo quartiere nell’area Ex Ogr a Porta a Prato da parte di alcune antiche famiglie della città, già ribattezzate “comitato dei nobili” anche dall’assessora all’urbanistica Caterina Biti, la politica fiorentina si schiera in difesa del progetto. Il primo ad aprire le danze è il presidente della Regione Eugenio Giani, poi, dopo qualche ora, a prendere posizione è la sindaca di Firenze Sara Funaro. L’oggetto del contendere è il progetto per l’area delle ex Officine grandi riparazioni. Il comitato delle storiche famiglie fiorentine in una lettera indirizzata a Palazzo Vecchio si è espresso contro la realizzazione della strada lungo il Fosso Macinante e il nuovo complesso immobiliare. Chiedono che venga realizzato invece un “kulturforum”. Una posizione che si scontra con quella del presidente Giani, da sempre tra i principali sponsor della strada lungo il Fosso Macinante, opera per cui la Regione ha già stanziato 30 milioni, che il comitato vorrebbe invece fossero utilizzati per dare gambe al progetto culturale. Ma Giani non arretra: «Il comitato dei nobili sbaglia, così alleggeriamo il traffico e garantiamo una linea di servizio pubblico» dice riferendosi alla nuova T4. «Non vorrei — aggiunge — che dal sollevare questioni urbanistiche si arrivasse a degenerare nel dire no a tutto». Il presidente sulla scelta è netto: «Ho sempre parlato esclusivamente della strada che alleggerirebbe il traffico, così potremmo trovarci con la metà delle auto in via Baracca. Si può fare attraverso il terrapieno di una ferrovia che non esiste più. Quel terrapieno verrà eliminato e in quello spazio verrebbe una strada accanto alla linea 4 del tram, in grado di alleggerire via Baracca e via Ponte alle Mosse». (…). Nel tardo pomeriggio interviene anche la sindaca Funaro, invitando i firmatari della petizione a un’assemblea in via Baracca «insieme a me e al presidente del Quartiere per ascoltare direttamente cosa ne pensano i residenti». Nessun passo indietro dalla prima cittadina che rilancia: «I cittadini di Novoli e delle Piagge non sono cittadini di serie B, il nostro impegno è quello di rendere tutti quartieri della città più belli e più vivibili. Lo stiamo facendo con i collegamenti tranviari, con nuove scuole, nuove palestre, nuovi giardini, ed anche con le infrastrutture di viabilità necessarie. La Pistoiese-Rosselli sarà un collegamento importantissimo che, insieme alla tramvia per le Piagge, alleggerirà tantissimo il traffico su via Baracca. Per questo trovo più che singolari le affermazioni dei firmatari della petizione contro le ex Ogr». Ma il comitato non ci sta e rilancia «Non si tratta di parlare di cittadini di serie A e di serie B — evidenzia l’architetto Roberto Budini Gattai — ma di evitare l’ennesima speculazione edilizia di cui nessuno ha bisogno. La nostra proposta ha una finalità sociale» e sul tema viabilità aggiunge: «Più strade fai e più auto porti, quello di cui c’è bisogno è più ferro»”.
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