Rassegna stampa 19 - 25 gennaio 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

Data

26/01/2026

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Rassegna stampa

Dehors Firenze

Nella tarda serata del 19 gennaio è stato approvato il nuovo regolamento sui dehors. Ed è stato trovato l'accordo tra Comune e Soprintendenza per le quattro piazze speciali, inclusa piazza della Repubblica. Sul Corriere Fiorentino del 20 gennaio si ricorda la posizione di Oaf di 14 anni fa, dicendo che l'Ordine “lanciò l'allarme, rimasto inascoltato”. Sul Corriere Fiorentino del 21 gennaio si trova un articolo su piazza della Repubblica. “Dehors in piazza della Repubblica a Firenze, i gestori dei locali sul piede di guerra. Sono i quattro titolari sul lato Giubbe Rosse, che si dicono pronti a fare ricorso se le normative comunali saranno confermate. In alternativa, dicono all’unisono, «chiediamo uno sconto sul suolo pubblico per tre anni».Un dibattito acceso che nasce all’indomani dell’intesa tra Comune e Soprintendenza, che prevede nuove regole per i dehors: adeguamento agli acquari modello Gilli-Paszkowski e dunque abbassamento della piattaforma, abbassamento dell’altezza della copertura, riduzione della profondità, creazione di un passaggio di due metri tra un dehors e l’altro. «Oltre dieci anni fa, l’allora giunta Nardella impose ai locali un progetto unitario che prevedeva la costruzione dei dehors denominati acquari. Ci adeguammo spendendo 250 mila euro circa per ogni dehors — commenta Davide Risoluti, gestore della Vineria del Re e presidente del comitato dei locali di piazza della Repubblica — Peccato che adesso ci viene detto che questi stessi dehors, così come sono, non vanno più bene. E quindi, dobbiamo buttarli giù e rifarli ex novo, andando a spendere nuovamente quasi 300mila euro». Un problema che riguarda soltanto questo lato della piazza visto che, dall’altra parte, Gilli e Pazskowski presi come modello dovranno fare solo pochi ritocchi o comunque liberare i marciapiedi. Secondo i gestori dei quattro locali lato Giubbe Rosse, il ridimensionamento dei dehors provocherà la perdita di almeno trenta posti di lavoro, oltre alla riduzione dei coperti. «Noi teniamo molto al decoro della piazza — dice Matteo Bellotti del Fiorino d’Oro — E per questo avevamo costruito i dehors come ci aveva chiesto la giunta Nardella. Adesso però cambiano idea e quindi è tutto da rifare». Ancora più particolare il caso Giubbe Rosse: «Nel 2020, quando acquisimmo all’asta il locale, cercammo di capire quale dehors sarebbe stato attivato in futuro, e ci dissero che l’acquario non ce l’avrebbero fatto fare. Abbiamo quindi proceduto con gli ombrelloni meno impattanti. Adesso invece scopriamo che, seppur più piccolo, bisogna fare l’acquario», spiega il titolare Andrea Bellandi”.

Tramvia Firenze

Su Repubblica del 19 gennaio si legge: “Lo scheletro di una bambina di epoca romana, con tracce del corredo e del sudario, è l’ultima scoperta dello scavo di piazza Beccaria, dove i lavori per il passaggio dell’acquedotto — propedeutici alla nuova linea della tramvia — sono bloccati da un mese. Quello che sembrava solo di un muretto medievale è poi risultato essere un antico ponte che superava il fossato a protezione delle mura arnolfiane, nella zona dove si trovava un “antiporta”, un ambiente difensivo costruito dal 1321 in poi. Ma continuando a scavare è emerso anche lo scheletro di una bambina di oltre 2.000 anni fa. Un mistero, ma fino a un certo punto. Dalla Soprintendenza spiegano che allargando l’area dello scavo, sarebbe plausibile rinvenire altre tombe e i resti di una necropoli romana. Quella porzione di piazza Beccaria, infatti, insiste sulla proiezione del decumano massimo, la direttrice principale che in epoca romana attraversava la città da est a ovest. L’attuale piazza, insomma, si trovava sulla strada usata per spostarsi da Firenze verso gli altri centri posti a oriente, ed era consuetudine, chiariscono sempre gli archeologi della Soprintendenza, costruire necropoli fuori città. Ma la verità non verrà a galla, almeno non in questa fase. Non si tratta, infatti, di uno scavo di ricerca, ma di un ritrovamento legato alla posa del nuovo acquedotto cittadino, che peraltro ha i tempi contingentati dal Pnrr visto che i cantieri per la linea 3.2.1 devono chiudersi tra un anno. Di certo proseguirà fino a mercoledì, quando è prevista la riunione del Corepacu, in cui sarà presa una decisione in merito alla richiesta del Comune di rimuovere parzialmente i resti medievali per il passaggio del tubo, largo 1,20 metri. Il Corepacu è la commissione regionale per il patrimonio culturale ed esprimerà un parere frutto di un voto a maggioranza, dopo aver ascoltato il parere della Soprintendenza fiorentina che è quella competente e quindi ha un peso, anche se non deciderà, ma comunque ha un peso e nei giorni precedenti al Natale aveva fatto intendere, attraverso dichiarazioni ufficiali, l’importanza pubblica che la posa dell’acquedotto riveste per la città. Seppur sottolineando l’importanza dei ritrovamenti di epoca medievale, visto che archeologicamente non erano mai stati documentati nonostante se ne conoscesse la presenza, né era mai stato fatto uno scavo così in profondità in quell’area.

Anche per questo motivo la Soprintendenza aveva chiesto di arginare il reperto facendo curvare l’acquedotto, oppure farlo passare sotto al “ponte” medievale, come avviene dall’altra parte della piazza, ma gli ingegneri coinvolti nel progetto della tramvia hanno bocciato le due ipotesi. Da qui la richiesta formale di Palazzo Vecchio di procedere con la rimozione parziale”. Sul corriere Fiorentino del 22 gennaio si legge: “Dopo oltre un mese di stallo è arrivato il verdetto al termine del vertice tra i tecnici del Comune e i Soprintendenti toscani: il cantiere della tramvia in piazza Beccaria ripartirà entro metà febbraio. Giusto il tempo di rimuovere parte dei reperti trecenteschi e realizzare i sottoservizi”.

Stadio Firenze

Su Repubblica del 19 gennaio si legge: “Dapprima dovrà essere il Comune a valutare se la proposta del privato risponda ad un effettivo fabbisogno pubblico. Poi servirà una gara a cui il proponente o anche altri concorrenti potranno aderire. Quindi la fase cruciale, quella del Piano economico finanziario da cui poi deriverebbero gli accordi che contano: da un lato l’entità esatta e la tempistica dell’emissione dei fondi a carico del proponente, dall’altro la durata e i criteri della concessione dell’impianto, comprese clausole legali e obblighi delle parti. Comincia con tutti i nodi del caso, la partita del project financing dello stadio. Bocche cucite ieri sulla prima mossa fatta dalla Fiorentina nei giorni scorsi, poco prima della morte di Commisso: Repubblica ieri ha anticipato che il club ha trasmesso i primi documenti per l’avvio di un partenariato pubblico-privato sullo stadio nella forma della finanza di progetto. Si tratta probabilmente di un passo preliminare, il primo per arrivare alla proposta di project financing di iniziativa privata vera e propria. Non a caso tanto Palazzo Vecchio che la Fiorentina ieri parlavano di «interlocuzioni in corso» avvertendo che non c’è ancora «ufficialità». Il passaggio ha tuttavia il suo significato: testimonia l’interesse della società, dopo una fase molto tormentata, ad entrare nel secondo lotto dell’operazione Franchi, che pure Commisso non ha mai gradito nella formula dell’investimento controllato dal pubblico. Eppure tant’è: i cantieri avviati sebbene in gran ritardo e necessità della società di mettersi in sicurezza con una concessione lunga sul Franchi anche in vista di eventuali passaggi di proprietà stanno portando la Fiorentina verso l’idea di mettere i soldi per completare il quadro economico del Franchi (mancherebbero 60-80 milioni di euro) per avere in cambio la gestione dello stadio dal 2029 per un periodo decennale. Ci vorranno 6-8 mesi, per concludere un iter di project financing. Ma i passaggi preliminari sono ora avviati. Come funzionerà l’eventuale accordo Comune-Fiorentina? La finanza di progetto, rivista anche dall’ultimo codice degli appalti, prevede che un soggetto privato avanzi una proposta economico-tecnica su un’opera, che l’ente pubblico svolga una valutazione preventiva per accertare che sia coerente con la propria programmazione. Poi ci deve essere una gara aperta anche ad eventuali concorrenti del proponente iniziale, in questo caso la Fiorentina. Quindi l’eventuale accordo di project sulla base di una valutazione di fattibilità completa e dell’approvazione del Piano economico finanziario, detto Pef. Un’intesa che darebbe alla Fiorentina la prospettiva di partecipare all’ultima fase della progettazione dei cantieri sul Franchi e poi la certezza di una gestione anche per patrimonializzare lo stadio in bilancio. Palazzo Vecchio risolverebbe la faccenda dei finanziamenti mancanti che altrimenti rischiano di paralizzare il bilancio, riportando la Fiorentina dove il buon senso avrebbe voluto fin da principio: dentro l’operazione stadio”.

Monna Tessa

Su Repubblica del 20 gennaio si legge: “Monna Tessa, obiettivo anno accademico 2027-2028. Ieri la posa ideale ella prima pietra: 480 posti letto, più 33 per i familiari dei degenti degli ospedali di zona. E in prospettiva si profila una novità pure per gli ex Lupi di Toscana, con una parte del social housing che potrebbe andare a lavoratori essenziale, dalle forze dell'ordine agli insegnanti. Per il padiglione ospedaliero di via Pieraccioni, dismesso dal 2018, il cantiere prende forma: investimento di 40 milioni e partenza quest'anno, con gli studenti che potranno entrare nell'autunno 2027. I costi, nelle intenzioni di chi ha ideato il progetto, saranno calmierati: 240 in base a criteri definiti dal Ministero dell'Università, altrettanti in convenzione con il Comune”.

Viale Lavagnini

Sul Corriere Fiorentino del 20 gennaio si legge: “Sui tetti di Firenze spunta un nuovo cubo modernissimo. Stavolta non è nero, come quello nato al posto dell'ex teatro comunale, ma è marrone scuro e con ampie vetrate. Comunque, nel suo insieme, è un mezzo cazzotto in un occhio rispetto agli altri palazzi molto più antichi. Siamo al The Social Hub, l'hotel-studentato di lusso lungo viale Spartaco Lavagnini, proprio sul confine dell'area Unesco. La nuova struttura è l'amplimaento del rooftop bar con vista panoramica sulla città molto gettonato da turisti e fiorentini”.

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