Rassegna stampa 12 - 18 ottobre 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
06/10/2026
Categorie
Rassegna stampa
Sollicciano
Sui quotidiani del 13 ottobre si legge: "Io ho vissuto una piccolissima parte della mia vita anche all'estero, in Brasile" che "non è famoso per avere delle carceri all'avanguardia" e "ho avuto la possibilità di visitare alcune strutture penitenziarie: il carcere di Sollicciano è peggio di quelle". Lo ha detto Sara Funaro, sindaca di Firenze, intervistata a 'Primo piano' su Rtv38. "Per me - ha aggiunto - la soluzione sarebbe buttarlo giù e rifarlo. Non è questo che vogliono fare, però troviamo una soluzione perché così non si può andare avanti". Secondo Funaro si è giunti a "una condizione di disumanità che è totale, perché te non puoi avere un carcere dove hai l'acqua dentro le celle, dove ti passano le blatte, dove ci sono tutta una serie di problematiche" che peggiorano la vita sia dei detenuti che dei lavoratori. La sindaca ha spiegato di aver scritto al ministro della Giustizia Carlo Nordio e di averlo nuovamente incontrato, nei giorni scorsi, in occasione della Festa dell'Ottimismo a Palazzo Vecchio, per offrire la disponibilità dell'amministrazione a sedersi a un tavolo.
Incidente mortale cantiere Tav
Su Repubblica del 15 e 16 ottobre si legge: Tragedia questo pomeriggio in un cantiere dell’Alta Velocità in via Zeffirini a Firenze. Un operaio ha perso la vita sul lavoro. schiacciato secondo le prime ricostruzioni da una trave crollata nel cantiere per la stazione Foster. La vittima aveva 31 anni, era dipendente del Consorzio Florentia. Il suo nome era Ayoub Abourabil ed era un gruista. Al momento dell’incidente stava lavorando assieme a un gruppo di operai tra cui il cugino: sono tutti sotto shock. Rfi "esprime il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari dell'operaio del Consorzio Florentia, azienda impegnata nella realizzazione della nuova stazione AV di Firenze, deceduto oggi durante le attività di lavoro. La dinamica di quanto accaduto è al vaglio delle competenti autorità". La procura di Firenze ha apertoun fascicolo per omicidio colposo e ha deciso di sequestrare solo il camion e la gru ma non l’intero cantiere. Dopo l’ennesima tragedia sul lavoro i sindacati Cgil, Cisl, Uil Firenze, insieme a Fillea, Filca e Feneal Firenze hanno programmato un presidio davanti al cantiere e chiamato i lavoratori del settore allo sciopero per lunedì 19 ottobre. «Di fronte all’ennesima morte sul lavoro, stavolta al cantiere Av di Firenze, esprimiamo dolore, rabbia e indignazione – affermano le sigle sindacali - Chiediamo che sia fatta chiarezza. La sicurezza deve essere una priorità assoluta, non un costo da comprimere o un ostacolo ai tempi di realizzazione delle opere. Per questo lunedì 19 ottobre è proclamata un’ora di sciopero provinciale, per il settore edile, dalle 11 alle 12, e indetto un presidio davanti al cantiere Foster in via Circondaria a Firenze, dalle 10,30 alle 12. È il momento di fermare questa strage – aggiungono - Servono interventi concreti, controlli rigorosi e condizioni di lavoro che mettano al centro la vita e la salute delle persone. Di lavoro si deve vivere, non morire».
Rsa Le Civette
Su Repubblica del 15 ottobre si legge: La Regione non è disposta a pagare gli 8 milioni di euro che occorrerebbero per la ristrutturazione della Rsa Le Civette di San Salvi. Semmai sarebbe disponibile a finanziare la gestione dei posti letto, persino ad aumentarli dagli attuali 19 a 60. Donando l’immobile al Comune perché lo rimetta a posto a sue spese, almeno per la gran parte. Appare ancora molto lontana da una soluzione la vicenda della Rsa di San Salvi che la Asl vuole chiudere a giugno 2027, al centro di polemiche politiche e proteste di quartiere da settimane. Contro lo stop alle Civette si sono dapprima schierate una dozzina di famiglie degli ospiti che si oppongono al trasloco insieme ai sindacati, che difendono i lavoratori della struttura. Palazzo Vecchio, che da tempo era al corrente dell’idea della Asl del superamento della Rsa, ha dapprima tenuto una linea morbida. Quando il presidente Pd del Quartiere 2 Michele Pierguidi si è inalberato pubblicamente, partecipando alla manifestazione pubblica e sfidando la stessa giunta a fare le barricate, l’assessore al sociale Nicola Paulesu si è messo di traverso. Chiedendo alla Regione, che governa le Asl, un ripensamento. Da allora è cominciato un negoziato. Proposte, ipotesi, confronti. Il governatore Eugenio Giani e l’assessora regionale alla sanità Monia Monni hanno avviato un dialogo con la sindaca Sara Funaro. Il nodo è complesso. Il tema, per la Regione, è economico. Impossibile, si ragiona, sostenere per le Civette un esborso che varrebbe 9,4 milioni: 8 milioni per ristrutturare gli spazi e 1,4 milioni di euro di finanziamenti Pnrr per realizzare lì un centro sanitario che verrebbero persi. Né Giani né Monni vogliono sentirne parlare. Per non creare disparità con il resto della regione, tanto più in una fase in cui le liste d’attesa delle Rsa crescono. Senza parlare della congiuntura economica: Giani ieri era a Bruxelles insieme ad altri governatori, preoccupatissimo per i tagli ai fondi pluriennali europei, che per la Toscana potrebbero costare 600 milioni di euro nel settennato 2028-2034. «Sforbiciata suicida» dice il governatore. Si aggiungerebbe al federalismo fiscale nazionale, che pure leverà altre risorse. Uno scenario che sconsiglia di spendere qualcosa come 130 mila euro a posto letto per una sola Rsa solo di lavori. Fatto diverso sarebbe se Palazzo Vecchio fosse disponibile a prendere un mutuo per rifare il palazzo a sue spese. A quel punto la Regione potrebbe finanziare i posti letto. E anche sul silver housing a San Salvi si è detta disponibile. Sia come sia, che si facciano lavori o meno, per gli ospiti della Rsa una sistemazione va trovata. Regione e Cgil hanno proposto al Comune di spostarli a Montedomini, nella Rsa tutta pubblica dell’Asp, al centro delle polemiche per gli affitti turistici. In effetti sarebbe stata una sorta di piccola “redenzione”. Ma secondo Paulesu non ci sono posti.
Forestazione Firenze
Su Repubblica del 15 ottobre si legge: Il giardino del Milite Ignoto e quello del Bobolino, le Rampe del Poggi, i giardini di viale Malta, piazza Francia a Gavinana e l’area verde di via Lombardia alle Piagge. Sono solo alcune delle aree in cui nei prossimi mesi Palazzo Vecchio pianterà 1085 nuovi alberi all’interno del piano di forestazione urbana della città di Firenze. Querce, aceri, cipressi e altri classici come tigli e platani, ma anche bagolari, corbezzoli, cedri, magnolie per un totale di 73 specie di piante diverse, alcune davvero poco comuni come, per esempio, il pino da zucchero o l’albero dell’uva passa. La giunta ha approvato i progetti esecutivi dei primi tre contratti attuativi dell’accordo quadro «per la riqualificazione, la sostituzione e l’incremento del patrimonio arboreo cittadino», spiegano da Palazzo Vecchio. Interventi per un valore complessivo di 768 mila euro, distribuiti in tutti i quartieri della città, all’interno di un accordo quadro che prevede in tutto 2,2 milioni di euro di risorse e una scadenza al 31 dicembre 2027. «Entriamo nella fase operativa del piano di forestazione urbana con nuove piantumazioni e un’attenta manutenzione del patrimonio arboreo nei quartieri» annuncia la vicesindaca Paola Galgani, che ricorda come sia «un investimento che si inserisce nella visione più ampia del Piano del verde e degli spazi aperti e che ci permette di rendere Firenze sempre più verde, sostenibile e vivibile». I nuovi alberi verranno piantati nelle aree verdi comunali — giardini scolastici compresi — e poi nelle piazze, nei parcheggi, nei cortili e in generale dove sono rimaste le “ceppe” di alberi tagliati in passato che, specie nelle aree tutelate da vincolo monumentale, vedranno ripiantata la specie preesistente. Nel Quartiere 1 arriveranno 293 nuovi alberi per un investimento totale di 233 mila euro. Si tratta soprattutto di querce (94) e di cipressi (43), ma non mancano tigli (28), pini e platani (15) così come cedri, liquidambar, frassini, sequoie, magnolie, pruni, robinie, tassi, tuie orientali, palme del Giappone, giuggioli e anche due sequoie giganti che verranno piantate nel giardino del Bobolino. Previsti nuovi alberi anche nei giardini della Fortezza da Basso.
È di 288 mila euro invece, l’investimento previsto per Campo di Marte e Rifredi, dove verrà piantato il maggior numero di alberi (410). Soprattutto platani di vario tipo (136), una cinquantina di peri da fiore, una quarantina di querce e di gingko biloba, e poi aceri, meli giapponesi, piante di mirto, alberi dei rosari, gelsi ornamentali. Previsti nuovi alberi anche nel parco della piscina Costoli e in viale Guidoni. Negli altri quartieri, il Q3 e il Q4, verranno piantati in tutto 382 nuovi alberi per una spesa complessiva di 257 mila euro. Anche qui andranno per la maggiore le querce (99) ma con una maggior varietà di altre specie: tigli (57), aceri (35), ancora gingko biloba (38) e anche cipressi, frassini, bagolari fino ad arrivare al liriodendro (12), al carrubo, il sommacco e all’albero dorato della pioggia di origine cinese. Piantumazioni previste anche lungo via delle Nazioni Unite a Gavinana. Gli interventi, «progettati nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale — precisa Palazzo Vecchio — e del principio di non arrecare un danno significativo all’ambiente», considerano la piantumazione sia di alberi vicini a impianti di irrigazione già esistenti che alberi isolati. Nel primo caso, i nuovi alberi verranno collegati all’impianto di irrigazione esistente. Nel secondo invece è prevista l’installazione di un sistema per la raccolta di acqua piovana e la fornitura iniziale, dice la relazione generale, di «80 litri di acqua per ogni nuova alberatura sprovvista di impianto di irrigazione». Viste le temperature dell’estate appena terminata, sono previsti infine «interventi di irrigazione di soccorso a favore delle piante prive di impianto di irrigazione nel periodo compreso tra aprile e settembre 2027 — si legge ancora — al fine di garantirne il corretto attecchimento e sviluppo vegetativo». Un sopralluogo conclusivo, al termine delle piantumazioni, determinerà se le nuove piante avranno attecchito o meno. Nel caso non l’avessero fatto, verranno ripiantate.
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