Rassegna stampa 10 - 16 agosto 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

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17/08/2026

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Rassegna stampa

Ordine e Fondazione: sostenibilità, necessario un cambio di marcia

Su Repubblica del 15 agosto si trova l'intervento a firma Silvia Ricceri e Egidio Raimondi, rispettivamente presidente Ordine Architetti Firenze e Fondazione Architetti Firenze. “Il dibattito sulla necessità di ripensare le città senza 'minimizzare gli effetti del cambiamento climatico', come auspicato Sergio Risaliti su queste pagine, ci invita a fare alcune riflessioni. Anche perché noti esponenti dell'architettura contemporanea giungono alla conclusione che occorra cambiare paradigma di pensiero per progettare edifici e città sostenibili, capaci di mitigare la violenza di un clima ormai fuori controllo: tale conclusione appare tardiva, soprattutto per chi esercita una professione il cui compito principale è prevedere il futuro uso dei beni oggetto di trasformazione.

L’Ordine e la Fondazione Architetti di Firenze non possono che accogliere con piacere questa raggiunta consapevolezza da parte di chi fino ad oggi ha considerato tante istanze nell’elaborare i progetti e seguire le realizzazioni, senza annoverare tra queste i criteri di bioclimatica, efficienza energetica, le fonti rinnovabili, la qualità dell’aria indoor, l’assenza di composti organici volatili, il regionalismo dei materiali, il verde come infrastruttura, l’uso razionale delle risorse, la riduzione dei fabbisogni idrici e il recupero delle acque reflue o meteoriche, le isole di calore. Tanto per essere molto precisi sui temi che devono da molto tempo essere considerati nel progettare nuovi edifici o intervenire sul preesistente se non addirittura su aspetti paesaggistici e ambientali che debbono essere grandemente considerati nello svolgere il mestiere dell’architetto-pianificatore-paesaggista-conservatore.

Oggi un architetto di rilievo mediatico ha certamente maggiore capacità di raggiungere il pubblico e può contribuire a diffondere questi principi. Ma occorre evitare che si tratti soltanto di una tendenza mediatica o, peggio, un modo per acquisire incarichi. La sostenibilità deve derivare da una reale “conversione” ecologica. Parallelamente deve esserci un cambio di marcia tra le imprese che poi dovranno realizzare quei progetti.

Dal 1999 si parla di architettura e bioedilizia attraverso il lavoro di numerose associazioni. Dunque l’Ordine e la Fondazione Architetti di Firenze sono convinti da tempo che ci debbano essere politiche di incentivazione e supporto che favoriscano la diffusione delle nuove tecnologie, dei nuovi materiali, dei nuovi sistemi costruttivi, favorendo la crescita della domanda, anche contro le lobbies che reagiscono al cambiamento in un sistema per tradizione lento e vischioso. Fin dal 2010 hanno promosso iniziative, tramite le proprie commissioni, volte allo scambio e all’informazione su tali temi. Vogliamo continuare ad essere promotori ed organizzatori del complesso processo edilizio e urbanistico: è necessario però andare ben oltre a indicazioni generiche.

La crisi climatica è già realtà: mette a rischio salute e ambiente, modifica irreversibilmente paesaggi, aumenta i costi dell’energia e alimenta conflitti per risorse fossili sempre più scarse.

Adesso conta solo organizzarsi. E farlo sul serio”.

Ponte da Verrazzano

Su Ansa del 12 agosto si legge: Sul ponte da Verrazzano saranno necessari "interventi mirati", perché le criticità emerse dalla super perizia "sono limitate". Interventi che potrebbero partire già a settembre, per una durata di sette mesi, con chiusura al traffico. Il costo dell'intervenot è di sette milioni. Gli esiti della verifica di affidabilità di livello 4 (il grado più elevato e rigoroso per valutare la sicurezza strutturale, sismica e statica dei ponti e viadotti), sono stati presentati oggi dalla sindaca Sara Funaro e dall'assessore alla tramvia Andrea Giorgio. "Dalle analisi è emerso un quadro che è molto più rassicurante rispetto anche a tutta una serie di cose che si sentivano dire, il ponte doveva essere completamente buttato giù, che doveva essere rifatto, che la parte centrale doveva essere demolita", ha commentato Funaro. "Ma il tempo è galantuomo". La campagna di analisi sul ponte da Verrazzano ha riguardato i controlli su cavi e tiranti (110 saggi sui cavi di precompressione, 124 radiografie per verificare stato e continuità, 62 videoendoscopie sui cavi) e la diagnostica del calcestruzzo (41 indagini georadar, 28 tomografie ultrasoniche e 22 carote e prove materiali per conferme in laboratorio). Gli interventi interesseranno la riparazione delle parti degradate, il rinforzo degli elementi strutturali più sensibili, proteggere il ponte da infiltrazioni e degrado e rendere più facile ispezione e manutenzione degli 'elementi vitali' della struttura. Quando sarà a regime, non ci saranno limitazione al passaggio dei mezzi, inclusi i carichi pesanti e la tramvia potrà andare in esercizio. Alcune lavorazioni potrebbero partire già a settembre, con le prime demolizioni funzionali e la conseguente chiusura del ponte, con l'alternativa del ponte Nencioni per il passaggio dell'Arno. "Abbiamo scelto di fare tutte le analisi approfondite dopo che il ponte Nencioni era già aperto al traffico. Questo è un elemento importante perché non potevamo permetterci assolutamente di avere due ponti chiusi, senza passaggi per i cittadini", aggiunge la sindaca, ricordando che da ottobre sul ponte Nencioni sarà aperta anche la terza corsia. L'intervento sul ponte da Verrazzano, ha sottolineato ancora la sindaca "va di pari passo con il resto dei lavori che stiamo facendo per la tramvia, rientrando nei tempi complessivi, sia di tutta la parte dei collaudi, sia della parte della messa in esercizio".

Sant'Orsola

Su La Nazione dell'11 agosto si legge: Botta e risposta fra il Santorsolaproject e la Metrocittà sul recupero dell’area. Residenti ed esperti criticano l’immobilismo amministrativo ("Pedonalizzazioni e verde urbano fermi, piazza del Mercato Centrale invariata, Sant’Orsola ancora chiusa"), mentre la Metrocittà ribatte con il cronoprogramma degli interventi.

Ad aprire il botta e risposta a distanza ieri è stato, in occasione delle celebrazioni per il co-patrono cittadino, il coordinamento di residenti ed esperti che ha promosso, insieme ai rappresentanti del dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze e dell’Ordine degli architetti di Firenze, il processo partecipativo ‘Laboratorio San Lorenzo’.

Il Santorsolaproject ha fatto il bilancio sul processo di rigenerazione urbana del rione ponendo 10 domande all’amministrazione e chiedendo alla sindaca Sara Funaro un incontro pubblico. "Nonostante le rassicurazioni pubbliche, gli interventi risultano gravemente in ritardo". Per il complesso di Sant’Orsola i promotori chiedono alla sindaca un incontro pubblico dove presentare lo stato di attuazione delle convenzioni tra il concessionario e le amministrazioni pubbliche" e una cabina di regia.

Studentati Firenze

Su Repubblica del 10 agosto si legge: “Ok dalla maggioranza alla sterzata sugli studentati, anzi dall’ala più a sinistra arriva anche la richiesta di fare un passo in più e rendere perpetuo il vincolo in base al quale i privati devono riservare il 20% dei posti a canone calmierato, ma l’opposizione si fa sentire «Si è perso troppo tempo». All’indomani dell’annuncio della sindaca Sara Funaro sulla stretta in arrivo per gli studentati, la politica fiorentina inizia a prendere le misure con le nuove disposizioni: stop alla possibilità di fare attività turistico ricettiva per 60 giorni e via anche a quella di trasformare automaticamente un immobile classificato come direzionale in uno dedicato all’accoglienza degli studenti. La prima cittadina è stata chiara «Gli studentati devono fare gli studentati» e da settembre l’amministrazione inizierà il confronto sui criteri che saranno necessari per ottenere dal Comune l’autorizzazione. «È il terzo tassello per regolamentare l’accoglienza turistica: alberghi, affitti brevi, studentati - evidenzia il capogruppo del Pd Luca Milani - Anche per preservare possibili cambi urbanistici dei tanti immobili attualmente adibiti ad uffici che avendo la destinazione urbanistica direzionale e servizi possono diventare studentati. Come accadrà per ex Banca Toscana, la sede della società Nexie che si trasferisce a ottobre a Prato e nella sua sede si profila proprio un nuovo studentato. Questa è la prossima sfida da governare».

Dopo le ultime settimane vissute ad alta tensione per gli sviluppi del caso Montedomini la maggioranza può tirare il fiato. La scelta di dare regole stringenti per concedere l’apertura di nuovi studentati privati e la volontà di rimuovere la possibilità di fare turistico ricettivo piace anche a Avs Ecolò: «È ora che gli studentati siano studentati e niente più - affermano i consiglieri Caterina Arciprete, Giovanni Graziani e Vincenzo Pizzolo - Non vogliamo demonizzare gli studentati. È evidente che siano necessari posti letto per studenti con requisiti di reddito e che il regolamento sullo student housing, portato avanti da questa amministrazione, prevede un vincolo di una percentuale di posti letto a canone calmierato. Però crediamo, esattamente come per il social housing, che sia necessario lavorare alla rimozione del termine ventennale e renderlo perenne. Lavoreremo insieme a giunta e maggioranza per questo obiettivo».

Una decisione giusta ma tardiva, accusa però dalla minoranza Dmitrij Palagi di Sinistra progetto comune: «Quella modifica si poteva votare il 10 marzo 2023, poi il 20 marzo 2024 e il 4 novembre 2024. Ogni volta l’abbiamo proposta, ogni volta la maggioranza ha detto di no, anche se i pareri tecnici erano favorevoli». Spc chiede una data certa per l’adozione in consiglio, che i criteri di localizzazione siano scritti dentro le norme del piano e discussi in commissione e che la nuova disciplina riguardi anche le strutture esistenti: «Chiederemo la trattazione in commissione appena la proposta sarà depositata, insieme al quadro dei sei ricorsi al Tar con cui alcune società stanno contestando gli articoli del piano che questo consiglio ha votato. In una città con 4.200 posti letto privati e 1.800 pubblici, la sindaca avrebbe potuto riconoscere che finalmente il centrosinistra cambia posizione, assumendosi la responsabilità del ritardo con cui ci si arriva e chiedendo scusa per gli evidenti errori fatti»”.

Pistoiese-Rosselli

Su La Nazione del 12 agosto si legge: “Cinque lotti, un investimento da circa 60 milioni di euro, quasi mille giorni di lavori. Ma, soprattutto, un toccasana per il traffico. La road map della nuova strada Pistoiese-Rosselli che da Le Piagge condurrà alla Manifattura Tabacchi è tracciato. I dettagli sono contenuti nello schema di accordo siglato nei giorni scorsi tra Regione Toscana e Comune di Firenze. L’opera viaria si lega alla nuova linea tramviaria 4.1 Leopolda-Piagge e ha il compito di ridisegnare la mobilità del quadrante ovest della città. La Regione stanzierà in totale 34 milioni di euro: un milione nel 2026, altri 15 il prossimo anno e ulteriori 14 nel 2028. Altri 4 milioni di fondi regionali saranno recuperati da una precedente linea di finanziamento. Soldi che serviranno intanto per mettere al sicuro due dei cinque lotti previsti. In particolare, 16,7 milioni sono destinati al lotto 1A per realizzare il primo tratto della strada Pistoiese-Rosselli, quello tra la Manifattura Tabacchi (quindi le Cascine) e il Barco, una direttrice alternativa al viale dell’Aeronautica e collegata a via Pergolesi/via Boito. Altri 17,3 milioni sono invece assegnati al lotto 2 per il nuovo parcheggio scambiatore da 258 posti tra via Stazione delle Cascine e le rampe del viadotto dell’Indiano. L’area di sosta sarà accessibile tramite la nuova viabilità di collegamento con la zona di via Piemonte e con il viadotto, più un collegamento pedonale alla fermata del tram ’Indiano’ della linea 4.1.

Le due opere potranno procedere in parallelo. Per entrambe si prevedono 990 giorni di lavori con ultimi collaudi fissati entro la fine del 2028. Non rientrano nell’accordo i lotti 1B, 2 e 3. Si tratta del secondo e terzo tratto della Pistoiese-Rosselli, ovvero tra via del Barco e via de’ Vespucci – il costo è di 8,7 milioni di euro – e poi tra via de’ Vespucci e via Pistoiese con il collegamento al nuovo parcheggio scambiatore per altri 4,7 milioni. Il lotto 3 infine prevede la nuova viabilità delle Piagge parallela alla linea del tram, il collegamento con le strade esistenti e il completamento della viabilità connessa con il tratto urbano della Pistoiese per ulteriori 11,9 milioni. In totale fanno oltre 25 milioni che saranno a carico del Comune di Firenze, con fondi propri e di Rfi. Inizio e fine lavori in questo caso restano da definire”.

Ex Ogr Firenze

Su Repubblica del 13 agosto: “Prima una serie di interviste per tastare il polso del quartiere, poi, da settembre, il percorso di informazione partecipata, con incontri con i cittadini e sopralluoghi nella grande area delle ex Officine grandi riparazioni. La proprietà Flora Development srl, che fa capo al fondo lussemburghese Ginko, si prepara a presentare alla città il piano di recupero per l’area dell’ex Ogr, dopo le proteste, capitanate da alcune storiche famiglie fiorentine, che nei mesi scorsi hanno investito l’operazione. Negli 80.300 mq tra Porta al Prato e le Cascine nascerà un quartiere residenziale, con 42.000 mq di case e negozi. Un intervento che rappresenta una sfida anche per la sindaca Sara Funaro, visto che questa sarà la prima importante trasformazione in città che si troverà a governare fin dalle fasi iniziali. Non a caso l’amministrazione sul progetto ha chiesto massima trasparenza, magari sperando di evitare polemiche come quelle che hanno accompagnato l’intervento a San Gallo. Ma dal fronte del no nessun passo indietro, anzi si pensa di disertare gli incontri. Il percorso di 'informazione partecipata', voluto dal Comune e finanziato dalla proprietà, punta a sciogliere i nodi, dando risposte ai cittadini sul processo di trasformazione dell’area. Tra i canali usati a questo scopo c’è il sito exogrfirenze.it, curato dalla cooperativa impresa sociale Sociolab e dall’agenzia di comunicazione Flod, che raccoglie foto e informazioni sulla riqualificazione, oltre a tutti gli atti ufficiali che riguardano l’area. Uno strumento per cominciare a farsi un’idea prima di arrivare al confronto vero e proprio, sul campo, in cui i cittadini potranno tirare fuori tutte le perplessità. «È un percorso innovativo - spiega Silvia Givone, socia della cooperativa Sociolab - Abbiamo iniziato con una prima fase di interviste, contattato cittadini, scuole, circoli, la parrocchia, il centro commerciale naturale, per avere una mappatura con punti di vista il più possibile sfaccettati. Abbiamo chiesto quanto ne sapevano di quello che stava succedendo e quali fossero le loro preoccupazioni». Una “mappatura dei bisogni informativi” che alimenterà il sito. Poi da settembre si comincerà il percorso vero e proprio con i sopralluoghi su iscrizione: «I cittadini potranno vedere un’area che è chiusa da decenni - aggiunge Givone - poi ci saranno gli incontri a cui parteciperanno i tecnici per spiegare il progetto e rispondere alle domande. Questa fase dovrebbe durare 2-3 mesi. Il Comune ci ha chiesto massima trasparenza»”.

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