Rassegna stampa 17 - 23 agosto 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
24/08/2026
Categorie
Rassegna stampa
Montedomini
Su La Nazione del 18 agosto si legge: “Centinaia di pagine tra contratti, bandi, dichiarazioni e autocertificazioni. È il contenuto del faldone che il Consiglio di amministrazione di Montedomini ha consegnato agli avvocati Duccio Maria Traina e Nicola Braschi, incaricati di tutelare l’Asp, ricostruire quanto accaduto e valutare l’eventuale necessità di intraprendere azioni in sede civile o penale. Un primo summit tra il pool di legali, il presidente Maurizio Frittelli e i componenti del Cda si è svolto prima della pausa di Ferragosto. L’impegno è quello di tornare a riunirsi entro la fine del mese, quando i professionisti avranno avuto modo di esaminare la documentazione. A partire dagli atti che riguardano l’immobile di via Guelfa 81, al centro della vicenda degli affitti brevi: per ottenere il Cin, il Codice identificativo nazionale, sarebbe stata presentata una dichiarazione ritenuta 'non veritiera', prima che gli appartamenti venissero successivamente messi a bando. È proprio da questo passaggio che dovrà partire la ricostruzione dei legali, chiamati a mettere in fila date, responsabilità e decisioni assunte dall’Asp. Una verifica che potrebbe riguardare non soltanto il caso di via Guelfa, ma l’intero sistema attraverso il quale gli immobili di Montedomini sono stati gestiti e assegnati. Frittelli si limita a ripetere una formula che fotografa la fase attuale: 'Stiamo vagliando tutte le posizion'. Parallelamente, però, Montedomini prova a guardare oltre la bufera e a ridisegnare la propria politica sugli immobili. Il 'Piano Affitti' sarà infatti rimodulato e dovrà essere concordato con Palazzo Vecchio, che nomina il presidente dell’Asp e due componenti del Cda. Tra le ipotesi allo studio c’è quella di destinare i fondi del centro storico che fanno parte del suo patrimonio a canoni concordati per artigiani e negozi di vicinato. L’obiettivo sarebbe quello di riportare attività che negli ultimi anni sono progressivamente scomparse dall’area Unesco, dove i costi elevati delle locazioni hanno reso sempre più difficile la permanenza del commercio tradizionale. Una strada già intrapresa, con strumenti analoghi, dalla Città metropolitana e dalla Fondazione Cr Firenze. 'Siamo pronti a metterci attorno a un tavolo con tutti quei soggetti con cui abbiamo rapporti istituzionali per una compartecipazione delle decisioni e della politica di Montedomini', aggiunge Frittelli.
Sul fronte politico, oggi alle 11 la conferenza dei capigruppo dovrà stabilire la data del Consiglio comunale straordinario dedicato al caso degli affitti brevi all’Asp. L’opposizione, e in particolare Cecilia Del Re di Firenze democratica, chiede però di poter visionare gli atti della vicenda prima che il Salone de’ Dugento venga chiamato a discuterne. Una richiesta che aggiunge un altro fronte alla vicenda: quello della trasparenza politica, mentre gli avvocati iniziano a passare al setaccio le carte”.
Su La Nazione del 19 agosto si legge: “Il Consiglio comunale straordinario su Montedomini si terrà il 4 settembre. La data è stata fissata ieri mattina dalla conferenza dei capigruppo dopo quasi due ore di confronto, tutt’altro che disteso, tra maggioranza e opposizioni. Il 27 agosto i gruppi torneranno a riunirsi per definire nel dettaglio le modalità della discussione in aula. Pd e Avs-Ecolò avrebbero preferito affrontare il caso degli affitti brevi all’Asp nel primo Consiglio comunale dopo la pausa estiva, il 7 settembre. Le opposizioni, però, hanno chiesto di anticipare la seduta, arrivando alla data del 4 settembre. Il vicepresidente del Consiglio, Alessandro Draghi (FdI), aveva inoltre proposto di invitare in aula il presidente o il direttore generale di Montedomini, ma la richiesta non è passata”.
Ponte da Verrazzano
Su Repubblica del 20 agosto si legge l'opinione di Massimo Becattini: “Il ponte è costituito da due spalle in cemento armato, ancorate a terra, su cui poggiano gli elementi centrali, costituiti da scatolari prefabbricati in acciaio, che sostengono una carreggiata di 21 metri. Il ponte può essere considerato l'ultimo ponte 'abitato' di Firenze. (…) Ora si parla, oltre che di potenziamenti strutturali, di 'alleggerimento' delle terrazzate. Nel merito si vorebbe capire cosa si intende per 'alleggerimento'. Il Ponte è vincolato dalla soprintendenza e non può essere stravolto nei suoi principali tratti architettonici. (…) Mi auguro che la Soprintendenza prenda posizione in merito, salvaguardando, insieme ai potenziamenti statici necessari al passaggio di un 'treno', l'essenza e la leggerezza del progetto di Savioli, con le sue terrazze affacciate sul fiume e i percorsi laterali”.
Soprintendenza
Su Repubblica del 21 agosto si legge: “Nessuno tocchi le terrazze del Ponte da Verrazzano. Saranno pure degradate e ricoperte di graffiti, ma rappresentano pur sempre un esempio significativo di architettura contemporanea in città. È questo l’orientamento che si respira in Soprintendenza riguardo alla necessità, prevista dalla perizia “VAL4”, di “’alleggerire” i camminamenti panoramici in cemento per adeguare il ponte al passaggio della nuova tramvia diretta a Bagno a Ripoli. Nessuna posizione ufficiale, per il momento. Antonella Ranaldi si limita a un invito alla cautela. «Siamo in attesa di vedere il progetto con cui il Comune di Firenze intende intervenire sul ponte» mette le mani avanti la soprintendente. «Voglio ricordare che si tratta di un’opera sottoposta a tutela non solo storico-artistica, ma anche paesaggistica. Dobbiamo quindi valutare tutte le soluzioni possibili. Spero che lo faremo al più presto, in maniera condivisa, già dalla prossima settimana. Rimaniamo in attesa di essere contattati». Scongiurata la demolizione totale del ponte, un nuovo scoglio sembra dunque spuntare sul tragitto della tramvia. Secondo i piani dell’amministrazione comunale, la linea dovrebbe entrare in esercizio la prossima estate, ma se nel giro di pochi giorni la Soprintendenza dovesse mantenere un orientamento difensivo e chiedere, come pare, una soluzione alternativa per tutelare il disegno originario firmato da Leonardo Savioli, allievo di Michelucci e tra i principali esponenti della cosiddetta “Scuola Toscana”, i tempi rischierebbero di allungarsi. La struttura, realizzata tra 1967 e 1972, un’opera ardita per l’epoca, si è conservata bene resistendo agli urti del tempo. Lo hanno evidenziato anche le indagini tecniche effettuate a luglio. (…) Una cosa è certa, i tempi sono stretti. Nei piani del Comune, l’inizio dei lavori di adeguamento del ponte è stato collocato tra settembre e ottobre. Tempistica che permetterebbe di confermare l’obiettivo di avviare la linea per l’estate 2027. Ora però la parola passa ad Antonella Ranaldi che a breve dovrà dire la sua sul progetto esecutivo, cercando una soluzione che da un lato rispetti la necessità di non prolungare ulteriormente la durata dei cantieri e dall’altra consenta di preservare un’opera architettonica contemporanea che fa parte della storia e dell’immagine della città”.
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