Rassegna stampa 5 - 11 gennaio 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

Data

12/01/2026

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Rassegna stampa

L'Ordine su edilizia sociale

Su Repubblica del 10 gennaio si trovano le parole della presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze Silvia Ricceri a proposito dell'edilizia sociale e al fatto che la sindaca Sara Funaro potrebbe decidere di andare in deroga ai volumi zero puchè sia per 'alloggi sociali'. 'Siamo sempre disponibili a collaborare con l'amministrazione comunane nella definizione di regole che governano questo tipo di trasformazione urbana – spiega Ricceri -. Benissimo la riattivazione di una procedura di deroga ai volumi zero, soprattutto motivata dall'emergenza abitativa, ma dev'essere accompagnata da metodi idonei per la selezione di aree e soggetti'. La richiesta è di arrivare a 'criteri chiari e selettivi', proprio per 'tutelare le finalità dell'intervento'.

San Felice Firenze

Sul Corriere Fiorentino del 6 gennaio si legge: “Nel vecchio fondo della farmacia Pitti di piazza San Felice, Oltrarno fiorentino, non potrà nascere la hall del resort. Perché il vincolo ministeriale che dal 1993 impone la destinazione d’uso a farmacia è stato definitivamente confermato dalla sentenza del Consiglio di Stato pubblicata ieri. La proprietà, Palazzo San Felice srl, dopo aver perso il primo scontro al Tar nel 2024, ora incassa il decisivo stop dai magistrati di Palazzo Spada, il massimo grado della giustizia amministrativa. E il fondo, dopo che l’antica farmacia, con più di cinquecento anni di storia, è stata sfrattata e costretta a trasferirsi in via Romana, ora resta vuoto e senza un destino a causa di un’inutile battaglia in nome della rendita turistica. La querelle legale partiva dalla questione degli arredi, in parte rimasti nel fondo di piazza San Felice, in parte trasferiti nella nuova farmacia. La nuova proprietà contestava di non essere stata coinvolta nella cernita da parte della Soprintendenza e riteneva che il trasferimento di parte dei beni legati alla farmacia storica ne facesse decadere la destinazione d’uso. Il Consiglio di Stato, così come aveva fatto il Tar, ha riconosciuto che i proprietari andavano coinvolti nella selezione degli arredi storici, ma ha respinto la richiesta di decadenza del vincolo, visto che secondo il ministero dei Beni culturali «la destinazione d’uso a farmacia risulta consolidata ormai da due secoli (nata come spezieria nel 1400, diventò una farmacia nel 1775, ndr) e ne caratterizza anche l’immagine pubblica nel contesto architettonico urbano e che, pertanto, è necessario prevedere una specifica tutela mediante prescrizioni di divieto di variazione della destinazione stessa». Questo fin dal 1993. Poi con atto notarile nel dicembre del 2017, i vecchi proprietari, i Toti, avevano venduto alla Palazzo San Felice srl l’intero immobile, dove al piano terra c’era la farmacia Pitti del dottor Piero Pacenti. Gli stessi Toti prima di vendere avevano chiesto al ministero almeno di attenuare il vincolo, ma nel 2018 il governo aveva risposto che non era possibile. I vecchi e i nuovi proprietari a quel punto avevano proposto ricorso al Tar nel 2018, chiedendo la revoca o la modifica del provvedimento, ma il Tar due anni fa aveva rigettato quel ricorso. Lo stesso ha fatto ora il Consiglio di Stato che, tranne riconoscere che la «Palazzo San Felice srl avrebbe dovuto essere convocata e coinvolta nella fase di concreta identificazione dei beni mobili costituenti gli arredi storici dell’immobile», ha rigettato tutti gli altri punti del ricorso. La proprietà, secondo Palazzo Spada, «non ha offerto elementi utili» per ribaltare il primo verdetto «in merito al provvedimento di vincolo con destinazione d’uso». Capitolo chiuso? Di certo l’attività ricettiva che è nata nell’immobile di piazza San Felice non potrà ampliarsi nel fondo al civico 4 rosso. Ma per i residenti dell’Oltrarno, che negli scorsi anni tanto si erano spesi nella battaglia per salvare la loro vecchia farmacia, non è una ragione per festeggiare visto che quella saracinesca, abbassata da anni, rischia di restare giù per tanto tempo ancora. Senza un destino. La proprietà, malgrado la nostra richiesta di informazioni, non si è resa disponibile a parlare del futuro del fondo. E dai suoi uffici ci è stato invece suggerito di contattare il gestore dell’attività ricettiva, Numa. Al cui numero di telefono un’operatrice che non parla italiano ci ha chiesto di inviare una e-mail che è rimasta senza risposta. Come nessuno ha risposto al campanello dell’ufficio fisico di piazza San Felice”. 

Fi-Pi-Li

Su La Nazione del 7 gennaio si legge: “Non uno sprint ma una maratona spalmata nell'arco della legislatura. Lungo il tracciato, rallentamenti e deviazioni. Le stesse che affliggono la Fi-Pi-Li, su cui la giunta bis di Eugenio Giani ha espresso già a più riprese la volontà di intervenire per facilitare la percorrenza ai 50mila pendolari giornalieri. Fondamentale sarà il triennio 2026-2028, partendo intanto dalla delibera d'inirizzo numero 37 licenziata il 15 dicembre scorso. (…) Il cronoprogramma scandito dall'assessorato ai trasporti e infrastrutture in capo all'aretino Filippo Boni sarebbe questo: tutto il 2026 da impegnare per costituire un soggetto autonomo in house per 'la manutenzione e la realizzazione delle opere sulla rete stradale regionale, a partire dai 98 chilometri della Fi-Pi-Li, nell'ottica di velocizzare i cantieri e garantire ai cittadini un migliore servizio', specifica la delibera”.

Stadio Franchi

Sul Corriere Fiorentino dell'8 gennaio si legge: “La riprofilatura della Maratona dello stadio Artemio Franchi non è compresa nel lotto dei lavori che, da cronoprogramma approvato a fine 2025, dovrebbe vedere la fine degli interventi il 30 aprile 2027. E' quanto emerge dai documenti allegati alla determina di approvazione dell'ultima variante ai cantieri, resasi necessaira per far sì che la Fiorentina possa rimanere a giocare nel suo storico impianto per tutta la durata delle opere di ammodernamento. 'Si evidenzia – spiegano le carte – che si intendono esplicitamente escluse dalle opere aggiuntive di variante le seguenti lavorazioni: riprofilatura della tribuna Maratona e tutte le opere accessorie legate alla riprofilatura ed insistenti su di essa'”.

Sollicciano Firenze

Sul Corriere Fiorentino dell'8 gennaio si legge: “Due gradi a Sollicciano. Mentre fuori la temperatura scende sotto zero, dentro le mura del carcere fiorentino non va molto meglio. Il riscaldamento — non sempre funzionante — e l’umidità estrema dovuta alle infiltrazioni, spingono le temperature nelle sezioni detentive ai limiti del sopportabile. Alcuni agenti penitenziari, dopo aver passato una durissima notte tra martedì e mercoledì, hanno esplicitamente raccontato: «Dentro alcune aree del carcere le temperature sono freddissime, nell’ultima notte si è arrivati addirittura a due gradi, o comunque poco sopra lo zero, la percezione è questa». Una percezione non misurabile con i termometri, ma comunque piuttosto verosimile secondo molti operatori, non soltanto agenti, che lavorano all’interno dell’istituto penitenziario. «Purtroppo — specifica il segretario provinciale della Uil Pa polizia penitenziaria Antonio Mautone — non si tratta soltanto di una percezione. Nell’ultima notte la temperatura si è avvicinata agli zero gradi. Lo stato di salute di lavoratori e detenuti è seriamente compromesso dalle temperature rigide che Sollicciano raggiunge durante la stagione invernale». In realtà non si tratta proprio di una novità. Più volte ormai, anche sulle pagine di questo giornale, abbiamo raccontato degli atavici problemi da cui è afflitto il carcere fiorentino. Problemi che vengono a galla soprattutto nella stagione fredda, quando le temperature si abbassano tantissimo, e durante la stagione calda, quando invece al contrario le temperature sfiorano i quaranta gradi. Il motivo è sempre lo stesso, ovvero il mal funzionamento degli impianti di riscaldamento e di raffreddamento. Stando così le cose, non appare dunque un caso l’incendio che è scoppiato nei giorni scorsi, quando una stufetta nei locali dove soggiornano i medici di guardia (accesa per tempi prolungati a causa del freddo) ha causato fiamme che hanno costretto l’intervento dei vigili del fuoco e il trasferimento di quasi trenta detenuti”.

'Cubotto' Firenze

Sul Corriere Fiorentino del 9 gennaio si legge: “Camminando lungo viale Matteotti sembra di scorgere un cubo grigio spuntare sopra palazzo Salleac. Salendo su un edificio che sorge giusto di fronte, arriva la conferma: in cima all'immobile che fino a pochi anni fa ospitava il liceo scientifico Castelnuovo e sul quale il Four Seasons sta realizzando una piscina a sfioro, è in costruzione una struttura ben più ampia di un casotto destinato ad ospitare un ascensore. Un bar, una spa, una lounge? A cosa sarà destinato quel 'cubotto' nessuno lo sa, quel che è certo è che dal 2022 ad oggi si è partiti da una Scia per interventi di 'edilizia leggera' per arrivare, una nuova Scia dietro l'altra, a lavori estremamente impattanti. Nei giorni scorsi, dopo la scoperta della piscina in costruzione da parte di Novaradio, il consigliere comunale Dmitrij Palagi aveva annunciato un'interrogazione alla giunta per chiedere chiarezza sulla piscina, ma anche per sapere 'se il casotto dell'ascensore costituirà un innalzamento delle altezze'. La risposa dell'assessora all'Urbanistica Caterina Biti era stata rassicurante. Ora Biti conferma quella prospettiva e fa sapere che Four Seasons ha chiesto e ottenuto tutte le autorizzazioni del caso e che verranno fatti controlli alla fine dei lavori sulla corrispondenza tra quanto consentito e quanto realizzato”.

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