Rassegna stampa 31 agosto - 6 settembre 2026

Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina

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07/09/2026

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Rassegna stampa

Ponte da Verrazzano

Sul Corriere Fiorentino del 5 settembre si legge: “La progettazione esecutiva per il rinforzo strutturale e la posa dei binari della tramvia sul ponte da Verrazzano è stata affidata ad Architecna, la società che per Tram di Firenze spa si occupa della progettazione e direzione lavori. I tecnici sono già al lavoro, basandosi sulla relazione dell'ingegner Giacomo Morano consegnata lo scorso agosto, che ha illustrato lo stato di salute del ponte e gli interventi di risanamento e rinforzo necessari per il cambio di funzione”.

Montedomini parte 1

Su La Nazione del 31 agosto si legge: «“Motivi di salute". Queste le ragioni alla base della scelta di Emanuele Pellicanò che lascia l’incarico di direttore generale di Montedomini. In via ufficiale, niente a che vedere con gli immobili di proprietà dell’Asp destinati agli affitti brevi in centro. Il caso dell’estate ha spinto il comitato Salviamo Firenze a presentare un esposto in Procura che nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo ’modello 45’ che al momento non contiene titoli di reato né tantomeno indagati. La scelta di Pellicanò però avrebbe origine da tutt’altri motivi. "Nel Cda del 25 agosto, il Cda stesso ha affrontato il tema delle dimissioni presentate il 18 agosto dal dg Emanuele Pellicanò – si legge in una nota diffusa ieri dall’Asp –. Alla luce delle motivazioni legate esclusivamente a motivi di salute, il Cda si è visto costretto a prenderne atto e ad accettarle". Il Cda inoltre "esprime il più sincero ringraziamento al dottor Pellicanò per l’attività svolta con passione e professionalità e gli esprime i più sentiti auguri per il proseguo della sua attività lavorativa". E ora? Il ruolo è vacante ma, spiega il presidente dell’Asp, Maurizio Frittelli: "Stiamo già lavorando al sostituto. Ci sarà un bando che contiamo di pubblicare il prima possibile. Ci sono dei tempi tecnici da rispettare e ci sarà una commissione per selezionare il vincitore. Ma mi auguro che la procedura si concluda nel più breve tempo possibile". Anche se la polizia giudiziaria è stata investita da alcune deleghe, ovvero richieste di approfondire alcuni aspetti contenuti nell’esposto firmato dal portavoce di ’Salviamo Firenze’, Massimo Torelli, e dall’avvocato Urbano Rosa, il presidente Frittelli spiega che "per ora la procura non ci ha chiesto nulla". E che l’apertura del fascicolo "a noi non pare il vero, è un’occasione per dimostrare tutte le cose non vere che sono state dette in questo periodo", rimarca Frittelli. Intanto l’assessore al welfare Nicola Paulesu fa sapere che "abbiamo preso atto della decisione di Pellicanò, che rispettiamo profondamente, a lui va un grazie per il lavoro e l’impegno". Anche la sindaca Sara Funaro si è sentita a telefono con Pellicanò, lo ha ringraziato per il lavoro e gli ha espresso vicinanza per le condizioni di salute. Per Alessandro Draghi (FdI), "dopo più di 11 anni era necessario un cambio al vertice della Asp. Ora si proceda a modificare statuto e regolamento dell’ente, auspicando una collaborazione con le commissioni competenti del consiglio comunale"».

Montedomini parte 2

Su Repubblica del 1 settembre si legge: “Il presidente Frittelli a rapporto dalla maggioranza in subbuglio. Il segretario Gianassi a placare gli animi dei circoli del Pd, dove risuona il malessere di figure come la consigliera Stefania Collesei, che da giorni afferma di «vergognarsi» della questione Montedomini. E la tempesta non sembra placarsi: lunedì alle 9 il presidente dell’Asp Montedomini è convocato nella commissione controllo di Palazzo Vecchio dove le opposizioni sono scatenate, contemporaneamente il “Robespierre” del comitato Salviamo Firenze Massimo Torelli sarà in Procura con l’avvocato Urbano Rosa a depositare un esposto, il senatore di FdI Marcheschi conferma un’interrogazione al ministro e chiede che la Regione commissari la Asp. E nuovi dubbi saltano fuori sull’intera vicenda degli 11 immobili dell’antico ente per l’assistenza incredibilmente finiti sul mercato delle locazioni turistiche brevi proprio in una fase in cui a Firenze i nuovi Airbnb sono bloccati per i comuni mortali: lo stesso presidente dell’Asp Maurizio Frittelli ieri in un’intervista a Repubblica, poi a Lady Radio e quindi nel pomeriggio alla maggioranza comunale che lo ha interrogato in una lunga riunione online, ha confermato che qualcuno, «dichiarando il falso» e in maniera mendace, sugli appartamenti di proprietà Montedomini di via Guelfa 81 e 83, tempo prima che venissero pubblicati i bandi per l’assegnazione, ha registrato Cir e Cin (i codici regionali e ministeriali per fare affitti brevi), come se già sapesse di vincere e poterci fare business turistico. L’avvocato Frittelli, vicinissimo all’ex sindaco Nardella, conferma un’azione legale, si dice pronto ad essere sottoposto a indagini della Procura spiegando di fidarsi comunque degli uffici della società che presiede da dicembre 2024 «fino a prova contraria».

Il problema è che gli stessi operatori turistici più in vista della città, come Lorenzo Fagnoni di Apartments Florence che ne gestisce 600 e passa, rilevano che in Toscana tassativamente per registrare un Cin occorrono non solo le credenziali del gestore ma anche quelle del proprietario delle mura. «E per fornirle occorre lo Spid» fa presente. Come furono allora possibili quelle registrazioni? Qualcuno di Montedomini si prestò? «Felici comunque che Frittelli cominci a darci ragione» annota Torelli. Il numero uno dell’Asp, peraltro, sulla scarsissima partecipazione alle gare per gli affitti degli immobili di Montedomini, in mattinata in radio si era detto stupito, pur nutrendo qualche dubbio sulla possibilità di dargli più pubblicità tramite agenzie immobiliari, strada onerosa.

Durissimo ieri con Frittelli alla riunione di maggioranza Vincenzo Pizzolo di Avs, uno di quelli persuasi che ora la commissione d’indagine consiliare che chiedono le opposizioni sia «da escludere», ma se mutano gli scenari e la stessa Procura dovesse decidere di muoversi «allora faremo altre valutazioni», e curioso pure di sapere «chi ci sia dietro quelle società costituite all’ultimo tuffo prima di partecipare ai bandi». Possibile rivedere i contratti turistici in essere, rescinderli? «Solo se ci saranno inadempienze. E poi potremo fare le rivalutazioni Istat dei canoni via via» tiene a dire Frittelli in queste ore, persuaso che ci si possa solo affidare alla volontà dei privati di una rinegoziazione su durata e cifre, ma senza cadere nella trappola affitti più alti in cambio di allungamento dei contratti.

Peraltro già lunghissimi, si parla di 15-16 anni. Clima teso nel Pd. In tanti in questi giorni lamentano che la giunta a sufficienza non ci stia mettendo la faccia. Il segretario-deputato Federico Gianassi ieri con i circoli dem ha concordato un «gruppo di lavoro su Montedomini d’accordo con sindaca, giunta e gruppo consiliare dem» per esaminare la facce del nuovo regolamento dell’Asp che dovrà eliminare gli affitti turistici. Un mini pool di “controllori” targato Pd insomma, sebbene ci sia «fiducia alla sindaca». Il governatore Giani ribatte a Marcheschi: «Con il passaggio da Ipab ad Asp non abbiamo competenze su Montedomini». Mentre la prospettiva di un cambio del management con la sostituzione del dg Pellicanò, dopo l’affondo della Fondazione Crf, appare cosa pressochè certa”.

Consiglio comunale su Montedomini

Sul Corriere Fiorentino del 5 settembre si legge: “Di errori non ce ne sono stati. Se non quelli di chi ha criticato Palazzo Vecchio e Montedomini sugli affitti turistici nelle proprietà pubbliche dell’Asp. La sindaca Sara Funaro parla per un’ora al Consiglio comunale straordinario voluto dalle opposizioni sul caso. La scelta è quella di andare al contrattacco, ma Funaro ammette che i tempi sono cambiati e che Montedomini ora deve cambiare indirizzo, modificando il regolamento. «Credo sia abbastanza evidente che le opposizioni abbiano cercato di utilizzare questa vicenda per indebolire l’azione dell’amministrazione e mettere in discussione le scelte che abbiamo compiuto sul tema degli affitti brevi. Se l’obiettivo di queste polemiche era farci arretrare rispetto alle scelte che abbiamo fatto, allora quell’obiettivo è stato mancato. Siamo sempre più convinti della strada intrapresa, continueremo ad andare avanti», spiega la sindaca di Firenze che precisa che gli appartamenti al centro della querelle «sono stati destinati ad affitti brevi in passato, quando le norme lo consentivano a tutti». Fa eccezione, aggiunge, via Guelfa 81, dove l’attività turistica sarebbe stata fatta in modo irregolare. La sindaca parla di «ricostruzioni distorte, strumentali», di «puro sciacallaggio» per attaccare lei e le sue politiche, e rivendica che le nomine di Maurizio Frittelli a Montedomini e di Luigi Paccosi a Casa spa sono sue e non imposte da altri, come vorrebbe invece sottendere una «logica patriarcale». Poi annuncia la svolta: «Il presidente Frittelli ha già dato la disponibilità dell’Asp per la redazione di un nuovo regolamento che escluda la destinazione turistico ricettiva anche da quelle zone in cui non c’è lo stop da parte dell’amministrazione». Gli altri punti riguardano la reinternalizzazione dei servizi, il futuro del complesso di Sant’Agnese, nel piano delle alienazioni dell’Asp ma su cui il Comune conferma la prelazione per farci housing sociale, e gli appartamenti sfitti da ristrutturare di via Il Prato, via delle Casine, via Carducci, via Guelfa, via Faenza e via Porcellana, in cui si studierà il social housing con la Bei. Una svolta sostanziale che tuttavia non soddisfa le opposizioni, che chiedono una presa di responsabilità di Palazzo Vecchio e del Cda di Montedomini. «I bandi coincidono con l’annuncio dello stop agli affitti brevi. Anche se erano consentiti il pubblico doveva dare l’esempio», dice Dmitrij Palagi (Spc). Paolo Bambagioni (lista Schmidt) spiega che «dire che “non abbiamo sbagliato niente” racconta un sistema bloccato in cui conta più la fedeltà che il merito». Cecilia Del Re (Fd) chiede: «Se oggi vogliamo cambiare politiche perché confermiamo chi ha fatto le vecchie scelte?». Da FdI Matteo Chelli si rivolge a Funaro: «Speravo in un minimo di autocritica. C’è un tema enorme di credibilità politica che lei non può eludere», mentre Giovanni Gandolfo ironizza: «Da che pulpito viene la rendita?». «Se la sindaca cambia il regolamento, spieghi cosa non ha funzionato prima», dicono Francesco Casini e Francesco Grazzini (Iv). In maggioranza, è Avs-Ecolò a distinguersi: «La questione è politica: non condividiamo le scelte compiute nella gestione del patrimonio immobiliare dell’ente. La finalità sociale degli introiti non può trasformarsi in un alibi: il fine non giustifica il mezzo». Durante la replica la sindaca attacca Del Re: «Se dice che noi siamo responsabili su Montedomini, allora lei era responsabile sull’ex ospedale di via San Gallo quando era assessora». In aula parte la schermaglia: «Un assessore non decide colori e misure di una trasformazione, mentre l’assessorato al Sociale aveva un funzionario che doveva controllare i contratti dell’Asp». Bocciato poi l’ordine del giorno presentato da gran parte delle opposizioni che chiedeva il cambio dei vertici di Montedomini e di Casa spa”.

Cubo nero

Su Repubblica del 2 settembre si legge: “Entra nella fase clou l’inchiesta della procura di Firenze sulla ristrutturazione dell’ex teatro comunale. Dopo gli avvisi a comparire notificati tra febbraio e aprile a 15 indagati, tra cui l’ex sovrintendente Andrea Pessina, gli inquirenti hanno deciso di avvalersi di un consulente, un architetto, per fare luce sull’iter che ha prodotto il cosiddetto “cubo nero” e sulle eventuali responsabilità.

Un passaggio considerato necessario, alla luce della complessità della materia, per stabilire se portare avanti le accuse e per chi. I quesiti posti al consulente sarebbero dunque connessi ai reati ipotizzati a vario titolo a carico degli indagati, e cioè abuso edilizio, violazione del testo unico sul paesaggio e falso. L’obiettivo è quello di individuare possibili storture nel procedimento, e chiarire in prima battuta se i lavori di ristrutturazione, oltre al nuovo colore (che tante polemiche ha scatenato), abbiano avuto come conseguenza un aumento dei volumi della struttura. Sotto esame alcuni atti depositati nel corso dell’iter e le stesse valutazioni di chi doveva vigilare su eventuali illeciti. Fari puntati, infine, su alcune presunte lacune nei verbali dei sopralluoghi svolti nel corso del tempo. Il “via libera” alla costruzione era stato rilasciato infatti a condizione che «materiali, infissi e finiture esterne» venissero «concordati in corso d’opera sulla base di campionature da valutare congiuntamente in cantiere», ma di quei sopralluoghi — come emerso dai vari accessi agli atti fatti dall’opposizione — non era stata trovata traccia scritta. Sempre secondo quanto emerso, il progetto sarebbe risultato diverso da quello approvato nel 2018 nel piano di recupero, in particolare proprio riguardo gli spazi acquisiti, al punto che sarebbero stati aggiunti due piani (ricostruzione respinta dalle difese)”.

Cantieri traffico

Su Repubblica del 4 settembre si legge: “Il nodo Verrazzano. La scommessa del ponte Nencioni. Le incognite di Bellariva, di Gavinana, di Campo di Marte. Ma anche la speranza della “nuova” via Mannelli in senso inverso, direzione Alberti. L’agognata riapertura del Ponte al Pino, attesa il 15 settembre, che alleggerirà le Cure e il viale Volta oggi tipo autostrada. E i controviali che via via da qui al 31 ottobre si libereranno da transenne, gimkane e reti arancioni legate ai lavori tramvia.

Un autunno-inverno elettrico si staglia all’orizzonte del traffico fiorentino, soprattutto nel quadrante sud-sud est dove si concentrano cantieri e intrighi di viabilità belli grossi, tra primi ingorghi e una cartellonistica work in progress, molto da migliorare. L’assessore alla mobilità Andrea Giorgio ha il dossier sul tavolo, i tecnici di Palazzo Vecchio sono con le antenne dritte perché lo scenario è complicato e mutevole. Anche in prospettiva. Entro la prossima estate la linea 3.2.1. per Bagno a Ripoli dovrebbe correre, ma il caos è destinato a spostarsi a Campo di Marte per la nuova tramvia. I lavori della nuova strada Pistoiese-Rosselli ora alle fasi preliminari potrebbero partire l’anno prossimo e pure i lavori della linea 4 della tramvia Leopolda-Piagge. Mentre per la Fortezza-Panciatichi lungo i binari della ferrovia il braccio di ferro con le Ferrovie è in corso. Lo scudo verde è attivo e via via si allargherà. Ci sono novità tipo il nuovo ponte di via Crispi: quello attuale provvisorio verrà smontato, ne arriva uno definitivo, contratto firmato. Le tramvie in totale dal 2027 porteranno a bordo qualcosa come 56 miloni di passeggeri anno ma le corsie per le auto sono comunque destinate a ridursi. Il tutto in uno scenario in cui non esiste la panacea di tutti i mali, quella tangenziale di cui Firenze discute da 40 anni, spesso evocata anche dal “mago” Ciurnelli. Costerebbe non meno di mezzo miliardo di euro, chi mai li metterebbe.

Sfide oltre la portata del breve periodo. Che tuttavia offre già parecchie domande. Intanto l’inghippo Verrazzano, dove deve passare la tramvia. In ottobre cominciano i lavori sul ponte dei sospiri. Sette mesi, in teoria. E chiusura al traffico. Non totale e non subito: forse all’inizio rimarrà una corsia per le auto. Ma prima di fine anno sarà inesorabilmente off limits. E lì viene il bello: tutto il traffico si sposta sul nuovo ponte Nencioni, dove a breve si monterà la prima “scocca” laterale. Da fine ottobre apre la terza corsia, saranno due in direzione Bellariva e una verso piazza Gualfredotto. Senza il Verrazzano però. Riusciranno le piccole strade di Gavinana a reggere? In compenso, nuovo parcheggio da 80 posti in via Villamagna”.

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