Rassegna stampa 7 - 13 settembre 2026
Le notizie della settimana a tema architettura nell'area fiorentina
Data
14/09/2026
Categorie
Rassegna stampa
L'Ordine degli Architetti di Firenze su ponte da Verrazzano
Su agenzie e quotidiani dell'11 e 12 settembre si legge: “Sul ponte da Verrazzano, dopo gli esiti della 'Val4', il Comune di Firenze è passato da un approccio prudente per approdare rapidamente verso un indirizzo assertivo sull'inevitabile demolizione delle terrazze, orientando di fatto il progetto esecutivo”, “manifestiamo la nostra contrarietà alla demolizione o alla sostituzione con protesi alternative del sistema dei percorsi pedonali che culminano nelle terrazze panoramiche”. È quanto dichiara l'Ordine degli Architetti di Firenze: “Nessuno – si aggiunge – mette in discussione di intervenire sul manufatto ma serve una riflessione sul metodo con cui si sta arrivando a una decisione potenzialmente irreversibile”. “Ciò che non abbiamo letto ancora negli atti ufficiali è un'analisi storico-critica del ponte, componente necessaria per ogni progetto che interessi costruzioni vincolate, post-belliche o di valore architettonico, come nel nostro caso – viene spiegato ancora dall'Ordine degli Architetti -. Le Norme tecniche di attuazione del Piano operativo prevedono, infatti, che il progetto su manufatti di questo calibro qualitativo, debba essere diretta conseguenza di considerazioni che mettono a sistema la conservazione del valore storico-artistico del manufatto con le necessarie soluzioni tecniche”. Secondo l'Ordine “prima di assumere un’alterazione sostanziale di una parte dell’opera come esito necessario, dovrebbe dunque essere verificato e documentato che essa costituisca realmente l’unica soluzione possibile, attraverso un confronto con le alternative orientate alla conservazione”. Sullo stato dei ponti fiorentini — dai ponti San Niccolò e Vespucci al rigore del ponte all’Indiano, fino al ponte da Verrazzano — l'Ordine degli Architetti di Firenze e l'Ordine degli Ingegneri di Firenze, in collaborazione con la Fondazione Architetti Firenze, organizzano il prossimo 29 settembre alla Palazzina Reale l'evento dal titolo 'Attraverso l'Arno: storia e futuro di quattro ponti fiorentini'. Tra i partecipanti ci sarà Salvatore Morano, l'autore della perizia sulla sicurezza del ponte.
“L'auspicio è che possa essere un'occasione di confronto in modo da coinvolgere tutti gli attori in campo”, si conclude dall'Ordine degli Architetti di Firenze.
Ponte da Verrazzano
Su La Nazione dell'11 settembre si legge: “Il futuro del ponte da Verrazzano e dei tempi che porteranno alla messa in esercizio della tramvia Libertà-Bagno a Ripoli sta per essere scritto. A metterlo nero su bianco sarà l’incarico che Architechna affiderà per realizzare il progetto esecutivo per i lavori di rinforzo del ponte. Fra le opzioni ci potrebbe anche essere quella di una progettazione da parte della stessa società di ingegneria che ha disegnato il tracciato della linea. Non prima però dell’adozione della giunta della Val 4, ancora in fase di esame, la perizia cioè consegnata a metà agosto dall’ingegnere Salvatore Morano a Palazzo Vecchio. Il tempo stringe e l’adozione potrebbe arrivare entro le prossime due riunioni di giunta. Dall’affidamento dell’incarico potrebbero volerci almeno 60 giorni per la messa a terra del progetto che dovrà ricevere il semaforo verde della Soprintendenza.
Uno dei nodi da sciogliere resta quello delle terrazzine a sbalzo sull’Arno volute dall’architetto Leonardo Savioli, allievo del Michelucci, che disegnò il ponte negli anni ’70. La perizia parla chiaro: le terrazze andrebbero demolite. Troppo il loro peso stimato, stavolta secondo i tecnici di Palazzo Vecchio, in almeno 80 tonnellate. Le interlocuzioni fra Comune e Soprintendenza stanno proseguendo e, al momento, le opzioni sul tavolo sono due: la demolizione o comunque l’alleggerimento delle strutture a sbalzo. Quest’ultima operazione riguarderebbe anche i camminamenti in calcestruzzo che potrebbero essere sostituiti con strutture metalliche leggere. Ma il documento consegnato al Comune nasconderebbe due incognite. La prima è sul fronte dei costi. La stima dell’intervento di rinforzo è di circa 7 milioni di euro. Le carte però contengono una postilla messa in evidenza dal consigliere della lista Schimdt, Massimo Sabatini. 'Come specificato dal professionista - spiega il consigliere d’opposizione – si tratta di “una stima di larga massima' ipotizzabile in circa 7 milioni. Dopo la progettazione, tale costo, quanto sarà? Nessuno lo sa. E per saperlo, dobbiamo attendere la progettazione". A incidere sui tempi invece sarebbe l’attesa del via libera dalla Soprintendenza. Quelli stimati da Palazzo Vecchio sarebbero 7 mesi di cantiere dal termine del progetto esecutivo”.
Mercato San Lorenzo
Su La Nazione dell'8 settembre si legge: 'San Lorenzo cambierà pelle. E la sfida, per il Comune, è già fissata: il 2027. Nel nuovo Regolamento sui mercati cittadini, il mercato più frequentato e riconoscibile del centro storico avrà infatti un capitolo dedicato, con l’obiettivo di avviare una riqualificazione complessiva che tenga insieme sicurezza, legalità, vivibilità e decoro. Oggi sono 197 le postazioni presenti nell’area. Nei prossimi mesi l’amministrazione lavorerà a un alleggerimento delle superfici occupate e a un progressivo rinnovo della tipologia dei banchi. Non si tratta, spiegano dal Comune, di una questione legata al rispetto delle distanze previste dalla normativa, che sono già garantite, ma alla necessità di creare le migliori condizioni possibili in un quartiere attraversato ogni giorno da migliaia di persone, lasciando spazi adeguati anche al passaggio dei mezzi di soccorso. La necessità di intervenire è emersa anche da alcuni episodi recenti.
Lo scorso anno un mezzo dei Vigili del fuoco era rimasto ostacolato da alcune postazioni collocate in modo non conforme, facendo scattare immediatamente provvedimenti e una riorganizzazione degli spazi. Più recentemente, durante la tempesta delle scorse settimane, alcune raffiche di vento hanno spostato diversi banchi, ritrovatisi accatastati in vari punti dell’area, compreso l’ingresso del Mercato Centrale. Nessuna conseguenza per le persone, ma un campanello d’allarme sulla necessità di accelerare il percorso. "San Lorenzo è uno dei luoghi del cuore di Firenze e proprio per questo abbiamo il dovere di prendercene cura, garantendo prima di tutto sicurezza, legalità, vivibilità e decoro – dice l’assessore allo Sviluppo economico e al Turismo Jacopo Vicini –. Vogliamo migliorare le condizioni del mercato nell’interesse di tutti: di chi lo visita, di chi ci lavora, dei residenti e anche delle attività commerciali che si affacciano sulle strade interessate dalla presenza dei banchi. Per i negozi della zona il mercato deve rappresentare un’opportunità e non un elemento di disagio".
Un banco più leggero, dunque, ma anche un mercato più controllato. Il Comune vuole rafforzare, insieme a Guardia di finanza e Ispettorato del lavoro, le verifiche sulla regolarità delle attività, con particolare attenzione all’abusivismo e al lavoro irregolare. Intanto i primi controlli sono già partiti. In questi giorni la Polizia municipale, insieme alla Direzione Attività economiche, ha verificato sei postazioni: tre i verbali contestati per la mancata esposizione dei prezzi. Sono invece risultate regolari le occupazioni di suolo pubblico, le posizioni lavorative dei dipendenti e le dotazioni antincendio.
Il modello, per Vicini, passa anche da una diversa organizzazione del mercato. Un esempio è il lunedì senza banchi, giornata di riposo reintrodotta lo scorso anno e apprezzata da residenti, commercianti e cittadini. "È la dimostrazione concreta – sottolinea l’assessore – di quanto anche una diversa organizzazione degli spazi possa contribuire a rendere il quartiere più vivibile". La partita, però, non sarà solo comunale'.
Ponte al Pino Firenze
Su Repubblica del 9 settembre si legge: “Spariscono i teloni verdi,spuntano new jersey, paratie e una lunga striscia gialla che divide a metà il «nuovo Ponte al Pino, pronto così alla riapertura anticipata da lunedì 14 a «venerdì 11 settembre. Due sole corsie, inizialmente, una per senso di marcia, senza limitazioni di traffico. L’assetto definitivo del nuovo ponte in acciaio-calcestruzzo, lungo 32 metri e largo 16, avrà però tre corsie: due verso via Masaccio e una verso via del Pratellino, oltre al nuovo percorso pedo-ciclabile. «Restituiamo in anticipo ai fiorentini — dice la sindaca, Sara Funaro — una infrastruttura strategica, un risultato frutto di una grande collaborazione tra Amministrazione ed Rfi». Un intervento «che va oltre il valore simbolico del cantiere concluso», e «non più rinviabile per la sicurezza», aggiunge.
Ringrazia poi i fiorentini «per la pazienza. I disagi sono stati ripagati — conclude — e tra qualche giorno la città avrà un nuovo ponte moderno e sicuro». Inaugurazione alle 17 di venerdì in via Pacinotti, poi scatta la nuova viabilità. Un «traguardo importante» per Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) dopo il varo avveniristico, a luglio scorso. Ma non è finita. I lavori «proseguiranno nelle prossime settimane — spiega Rfi — con il completamento della terza corsia carrabile, dei marciapiedi, tra cui quello ciclopedonale, e dei sottoservizi». Intanto, «a garanzia dell’attraversamento», la passerella pedonale provvisoria «sarà percorribile — assicura Rfi — fino al termine dei lavori». La rimozione, da cronoprogramma, è prevista a novembre. «Missione compiuta» — esulta l’assessore Andrea Giorgio —. Che giudica «un successo essere riusciti a rispettare i tempi, anticipati di qualche giorno». Ponte al Pino è strategico oggi più che mai. «Ci saranno poi — ricorda Giorgio — anche i nuovi percorsi per biciclette e pedoni e il ridisegno di piazza Vasari».
Cosa cambia è però la domanda che segue l’entusiasmo dopo l’attesa. All’inizio le corsie saranno solo due, una per senso di marcia, mentre i pedoni continueranno a usare la passerella pedonale. La viabilità è stata ripristinata, con modifiche dovute all’inversione di marcia di via Mannelli. Sul lato di via degli Artisti, chi proviene dal ponte potrà proseguire diritto verso via Masaccio. Chi arriva da via Masaccio: al semaforo di via degli Artisti, potrà svoltare a destra con revoca della corsia preferenziale e proseguire sul Ponte al Pino, oppure imboccare via Mannelli verso piazza Alberti. Chi, invece, arriva da via Luca Giordano può continuare a svoltare a destra verso via Masaccio, proseguire diritto verso via Mannelli o, novità, svoltare a sinistra su Ponte al Pino. Anche su via del Pratellino si cambia. Confermato l’assetto attuale di via Pacinotti, a senso unico verso il Ponte al Pino: la corsia centrale sarà utilizzabile da tutti e non solo dai bus. Da qui si potrà proseguire diritto sul ponte oppure svoltare in via del Pratellino. Chi proviene dal Ponte, invece svolta solo a destra, in via del Pratellino. I percorsi dei bus, precedenti alla chiusura di Ponte al Pino, saranno ripristinati dal 15 settembre. Le linee 10, 11 e 20 sugli stessi itinerari mentre la linea 17 transita in via Cavour, da Libertà a San Marco e devia sulle corsie riservate sull’asse Giacomini-Ficino. Il vicinato delle vie Pacinotti e Artisti esulta, ma mormora anche, e attende per oggi l’esito dell’incontro con Giorgio. Sul tavolo varie opzioni: chi vorrebbe salvare l’esperienza della urbanistica tattica, allargando i marciapiedi, piantando nuovi alberi e mantenendo i tavolini e chi desidera più posti auto, e sfruttare le corsie disponibili per auto e bus a doppio senso di marcia”.
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